Turismo

Pubblicato il Luglio 3rd, 2021 | Da Redazione Russia News

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LA RUSSIA APRE I CONFINI ANCHE ALL’ITALIA CHE INVECE CONTINUA A MANTENERE IL BLOCCO: LA UE NON RICONOSCE IL VACCINO SPUTNIK V

L’Italia si appresta a dire addio ai turisti russi: le proteste non mancano e c’è persino una interrogazione parlamentare.

Su spinta dell’Ema, la Commissione Europea pare infatti in procinto di pubblicare una raccomandazione con cui invita i governi dell’Unione Europea a non riconoscere due vaccini (il russo Sputnik V e il cinese Sinopharm) e a pretendere quindi da eventuali turisti extra-Ue – Regno Unito compreso quindi – tamponi e quarantene. Trattandosi di raccomandazione e non obbligo normativo, ci sono però Stati che hanno scelto di essere appunto più “leggeri” pur di spalancare le porte agli ospiti stranieri: Grecia, Cipro, Spagna, Portogallo, Malta e Croazia ad esempio, dove la quarantena non viene prevista per i britannici, a differenza che in Germania (due settimane), in Francia (una settimana) e Italia (cinque giorni).

A Bruxelles ci sono spinte forti per una posizione comune soprattutto per il timore di veder riesplodere il Covid attraverso la variante Delta, a quella sanitaria si aggiunge però anche la preoccupazione sulle varie ricadute turistiche. Quanto penalizzerà tutto questo la stagione estiva in rampa di lancio soprattutto per quanto riguarda il mercato russo e inglese?

Gli albergatori italiani sul piede di guerra

Questa situazione non sta né in cielo, né in terra, le leggi devono valere ed essere uguali per tutti. O siamo tutti Paesi europei e adottiamo un unico protocollo o si creeranno penalizzazioni assurde: l’Italia non può e non deve essere anti competitiva” tuona la presidente dell’Aia Rimini, Patrizia Rinaldis: “Il mondo è grande e non ritengo qualcuno abbia prodotto vaccini non efficaci: abbiamo la necessità di lavorare e di farlo anche con i russi, che devono circolare nel nostro Paese. E’ sbagliato fare raccomandazioni lasciando libertà di interpretarle a piacimento, bisogna fare leggi, ma nel caso le cose restassero così chiediamo che l’Italia sia meno restrittiva. La Russia è uno dei nostri mercati più importanti e fino all’altro giorno era tutto bloccato: una persona non viene in vacanza per farsi la quarantena e lo abbiamo già visto in occasione della Pentecoste che è uno dei nostri periodi d’oro sul mercato tedesco e che quest’anno nell’incertezza sulle regole non ha invece prodotto praticamente nulla».

La conta dei danni è notevole ed infatti le reazioni a questa situazione di stallo non si sono fatte attendere. Molto duro,infatti, è il presidente di Federalberghi Emilia Romagna, Alessandro Giorgetti. “E’ impensabile che uno venga a fare una settimana o un week end lungo dovendo sottoporsi a quarantena. Per anni non è stato fatto nulla soprattutto nei confronti della Cina e non capisco ora questo approccio così rigido. Il mercato russo e inglese sono significativi per noi e si rischia di perderli con un danno economico più che rilevante per tutti: cosa dovremmo fare, mettere quei turisti in hotel Covid o nei nostri? Tenerli in aeroporto o chiuderli in bagno? E’ vero che l’albergatore deve fare tutti i mestieri, ma il carceriere non l’avevo ancora sentito…?“. Dopo la provocazione, Giorgetti incalza: “Il Ministero della Salute deve darci certezze per lavorare, non mi sembra che la soluzione sia chiudere tutto: deve essere sufficiente il tampone. Prenotazioni e richieste dalla Russia non si vedono a causa di un’incertezza che si paga cara: è già stato fatto lo stesso errore con la Pentecoste e si rischia il bis. Allora si abbia il coraggio di dire che per quest’anno il turismo russo e inglese non è gradito e non deve esistere, perché qui mi pare sia più un obiettivo politico che sanitario: si vogliono danneggiare l’Inghilterra perché uscita dalla Ue e la Russia per la questione Ucraina, ma non possiamo pagare dazio noi“.

Un imprenditore riminese che opera proprio in Russia sta provando sulla propria pelle le difficoltà del momento, ma rivela anche possibili soluzioni alternative sulla base dell’esperienza che vive quotidianamente. “Il problema non è lo Sputnik o il Pfizer, il punto focale è che nessun turista verrà in Italia se deve fare 14 giorni di quarantena. Basterebbe riconoscere ai russi quanto viene riconosciuto agli israeliani vaccinati con Sputnik V, cui basta un tampone negativo nelle ultime 48 ore per venire liberamente in Italia e nei Paesi UE. Ma secondo me la vera soluzione per far lavorare il turismo sarebbe aggiungere al tampone in patria prima della partenza, una serie di tamponi periodici in loco: magari uno ogni tre giorni da farsi in albergo o in farmacia“. L’imprenditori aggiunge: “Recentemente sono stato a Mosca e ho scoperto che il governo Draghi ha fatto una cosa molto intelligente: ha previsto cioè che un dipendente di un’azienda italiana che va in Russia per motivi di lavoro non ha obbligo di quarantena se rientra entro 120 ore. Cinque giorni. C’è già quindi un green channel e basterebbe invertire la situazione e tarare vie che si possono utilizzare, mentre ci si concentra solo su un tema come il vaccino che non è pertinente. Anche perché un italiano vaccinato Pfizer che va in Russia e torna deve farla la quarantena“. Tutto questo ha una conseguenza enorme sulle presenze. “Oggi il turismo russo è disorientato: se prima c’erano dodici città, fra cui Rimini, su cui si volava con rotte giornaliere con una media di 25 voli al giorno e circa 150 a settimana da Mosca, oggi ce ne sono 5 da Milano, 5 da Roma, 2 da Venezia, 2 da Rimini e uno da Bologna. Meno di una ventina a settimana. Quasi tutti di pendolari o per business nelle 120 ore, ma nessuno per turismo perché il consolato italiano a Mosca non rilascia visti per soggiorni non lavorativi in Italia” conclude l’imprenditore.

Il Senatore di Forza Italia Antonio Barboni aveva persino chiesto di recente in una interrogazione parlamentare al Ministro della salute Roberto Speranza di valutare la possibilità di riconoscere il vaccino Sputnik e permettere ai Russi di venire in vacanza in Italia e sulla costa Romagnola. Infatti fino al 31 luglio ai cittadini di nazionalità russa, anche se vaccinati, è fatto divieto di poter fare vacanze in Italia. Già altri paesi Europei hanno autorizzato il vaccino Sputnik V.

Questo il testo dell’interrogazione del senatore Barboni: “con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2 marzo 2021 sono vietati gli spostamenti per Stati e territori di cui all’Elenco E dell’allegato 20, salvo che ricorrano esigenze lavorative, di salute, di studio, di assoluta urgenza o per rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza; nell’Elenco E dell’allegato al Dpcm del 2 marzo 2021 rientrano tutti gli Stati non compresi negli altri elenchi e per i quali vigono regole speciali; ai cittadini degli Stati inclusi nell’Elenco E, tra cui la Federazione Russa, non è consentito l’ingresso in Italia per motivi turistici fino al 31 luglio 2021; dal 1 luglio 2021 entrerà in vigore il regolamento che istituisce il certificato covid digitale europeo, Green Pass. Il certificato sarà un diritto per tutti i cittadini europei che hanno effettuato il vaccino, con uno o più sieri approvati dall’EMA (Autorità europea del farmaco) o dagli Stati Membri dell’Unione Europea, lasciando però ai singoli Paesi la facoltà di accettare o meno altri vaccini; il regime generale del regolamento è quello dell’approvazione generale dell’EMA, ma è prevista anche una clausola straordinaria per estendere il riconoscimento di vaccini a quelli che vengono riconosciuti nella lista di emergenza dell’OMS, e questa comprende anche Sputnik; anche se i vaccini approvati dall’EMA finora sono Pfizer/BioNtech, Astrazeneca, Moderna e Janssen, del gruppo J&J, unico vaccino monodose, sarà possibile per gli Stati scegliere di riconoscere e rilasciare il certificato anche con vaccini non approvati dall’agenzia europea, come Sputnik, utilizzato per esempio in Ungheria, nella Repubblica di San Marino e in Russia; con più di 5 milioni di presenze registrate dall’ISTAT nel 2019, nella classifica delle nazionalità che visitano il nostro Paese, i russi si posizionano tra i primi 10 Stati. nel 2019 solo l’aeroporto Fellini di Rimini ha registrato la presenza di oltre 210 mila passeggeri russi, circa il 56% dei passeggeri transitati durante l’anno; la Grecia, dal 14 maggio, ha assicurato ai cittadini russi vaccinati che non dovranno effettuare il periodo di isolamento al loro arrivo, ma sarà sufficiente presentare un certificato di vaccinazione o un risultato negativo del test Covid-19 effettuato entro 72 ore prima del volo; il vettore Pobeda (Gruppo Aeroflot), ha comunicato che riattiverà i voli per Rimini dalla prima settimana di luglio, con almeno due collegamenti settimanali da Mosca, per sapere se:

il ministro in indirizzo intenda valutare la possibilità di favorire lo sblocco delle procedure per consentire ai cittadini russi vaccinati non solo di poter raggiungere il nostro Paese per motivi turistici, ma soprattutto consentire la programmazione delle vacanze estive, azione necessaria e urgente alla luce della grave crisi economica che ha colpito il nostro Paese dallo scoppio della pandemia.”

Una svolta ed una apertura è invece arrivata dal governo russo che pochi giorni fa ha deciso di permettere ai cittadini di altri dieci Paesi, tra cui Italia, Stati Uniti e Cina, di entrare in Russia arrivando in aeroporti russi dai territori dei loro Stati. La Russia infatti, nel marzo del 2020 aveva limitato temporaneamente l’ingresso nel Paese ai cittadini stranieri come misura per limitare la diffusione del Covid-19.

Il governo, presieduto dal primo Ministro, Mikhail Mishustin, ha diramato una lista di Paesi i cui cittadini e i cui abitanti con permesso di residenza permanente, possono entrare in Russia, aggiungendo alla lista già in vigore dal gennaio 2021, Belgio, Bulgaria, Giordania, Irlanda, Italia, Cina, Cipro, Liechtenstein, Macedonia del Nord e Stati Uniti.

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