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Pubblicato il dicembre 24th, 2017 | Da GruppoBPC International

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La produzione locale di vino in Russia

A metà Ottobre 2017 presso Abrau Durso, località vinicola situata nella regione di Krasnodar, si è svolto il settimo congresso dei viticoltori russi (All-Russian Winemakers Summit) punto di riferimento per il mercato vinicolo della Federazione Russa; tra i presenti il ministro russo dell’Agricoltura, Alexander Tkachev e Vladimir Mishelovin, dirigente del dipartimento governativo per il controllo fiscale. Il summit, oltre ad essere un importante occasione di incontro tra i player locali e le istituzioni, si è focalizzato sulle future ambizioni internazionali dell’industria russa del vino.

Quali sono i dati più importanti emersi?

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Oggi la Russia si colloca solo all’11esimo posto nella classifica della produzione mondiale di vino e, nei piani del governo c’è la volontà di raddoppiare l’attuale produzione (la produzione prevista per quest’anno è di 665.000 tonnellate), ampliando la superficie vitata del paese fino a 169,3 mila ettari, così da ottenere 1,3 milioni di tonnellate di uva da vino entro il 2022. Inoltre sono in discussione nuove sovvenzioni statali per il reimpianto dei vecchi vigneti, la creazione di nuovi e l’acquisto di nuove attrezzature. Nel 2016 gli aiuti da parte dello Stato ai viticoltori e ai produttori di vino sono stati quasi quadruplicati, passando da 9,5 milioni di euro (600 milioni di rubli) a 37,5 milioni (2,4 miliardi di rubli)

Quali sono le zone dove si produce il vino russo e le etichette più famose?

La penisola di Crimea, la valle del fiume Don o i territori confinanti con la Georgia, sono il maggiori produttori di vino, dove resiste anche la tradizione di vinificare in anfora, grazie al loro clima prevalentemente assolato e l’eterogeneità dei terreni. Inoltre oggi in Russia si assiste ad una rinascita dei vitigni autoctoni, come la varietà bianca Sibirkovaj, le rosserasno Kstop, Tsimlianskij e Chernij, così come certe varietà ibride create nel periodo sovietico come Rubin, Viorika, Kristall, Platovskij, Amurskij e Potapenko.

I produttori più famosi e più portati per un futuro salto internazionale sono Abrau- Durso, Lefkadia, Vodernikov e Oleg Repin, sicuramente farebbero la loro figura se inseriti nella carta di qualsiasi ristorante stellato europeo. Da sottolineare il primo produttore biodinamico in Russia, Pawel Schwetz nella regione di Crimea.

Quali sono le sfide per il 2018?

Sono due le sfide che si presentano ad oggi e che potrebbero far fare il definitivo salto di qualità al mercato del vino russo.

  1. Riduzione dell’import
  2. Promozione dei vini locali

Il Ministero dell’Agricoltura sta prendendo in esame una serie di progetti per ridurre l’importazione di mosti e materie prime per la produzione del vino. Nelle aziende vinicole russe viene prodotto attualmente un terzo di tutto il vino presente sul mercato. Inoltre c’è poca conoscenza dei prodotti da parte dei russi, che a parità di prezzo preferiscono i vini internazionali a quelli locali, a tal proposito si è già messo a punto un disegno di legge che rende obbligatoria l’etichettatura con l’indicazione geografica per vini e spumanti destinati alla vendita al dettaglio, affinché il consumatore possa associare la qualità del vino ad una specifica zona di produzione del suo paese.

Nonostante la varietà di competitor, secondo gli esperti, alla Russia non ci vorranno molti anni per lanciarsi definitivamente sul mercato globale.

GruppoBPC International

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