Roma

Pubblicato il aprile 11th, 2014 | Da admin

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LA PIRAMIDE CESTIA

Ogni volta che ci passo davanti, arrivando da via Ostiense o da via Marco Polo, dimentico per un attimo di trovarmi a Roma. Per osservarla degnamente la Piramide di Caio Cestio, bisogna salire sulla terrazza del museo delle Mura Piramide-Cestia a Roma in una stampa d'epocaAureliane, un tempo collegato al monumento da Porta San Paolo (ad oriente e ad occidente della Piramide Cestia furono costruite due porte che davano il passo alla via Ostiense). Sorprendentemente, questa è l’unico monumento superstite di una serie presente a Roma nel I sec. a.C., periodo storico in cui l’edilizia funeraria era stata interessata dalla moda sorta a Roma dopo la conquista dell’Egitto nel 31 a.C da parte di Augusto. Il proprietario Caio Cestio era un uomo politico romano membro del collegio sacerdotale degli epuloni. Nel suo testamento aveva disposto che la costruzione del proprio sepolcro, rigorosamente in forma di piramide, doveva avvenire in 330 giorni, e così è stato. La tomba, innalzata lungo la Via Ostiense nel periodo tra il 18 e il 12 a.C., era sorta nel bel mezzo della promulgazione della legge contro l’ostentazione del lusso e questo ha impedito di porre all’interno della cella alcuni pregiati arazzi. La struttura, alta 36,40 metri con una base quadrata di 29,50 m di lato, è composta da un nucleo di opera cementizia con cortina di mattoni mentre il rivestimento Roma - la Piramide Cestiaesterno è costituito da lastre in marmo lunense. La camera sepolcrale con volta a botte, misura circa 23 mq ed è stata murata al momento della sepoltura così come l’usanza egiziana imponeva. Così come accaduto alle piramidi d’Egitto, anche questa tomba ha subito delle violazioni. La prima, che risale probabilmente al medioevo, è avvenuta scavando un cunicolo sul lato settentrionale che ha determinato la perdita dell’urna cineraria e di porzioni notevoli della decorazione. L’interno della piramide oggi è ancora visitabile ma, meglio non illudervi, non aspettatevi di trovare sulle pareti dei geroglifici. In stile simile alle domus romane, i muri sono dipinti a fresco secondo uno schema decorativo a pannelli. Su fondo chiaro, rilevanti sono le figure di ninfe alternate a vasi lustrali. Alzano la testa si notano, agli angoli della volta, quattro Vittorie alate che recano nelle mani una corona e un nastro; al centro, invece, in origine doveva esserciPiramide Cestia restyling in Rome una scena di apoteosi raffigurante il titolare del sepolcro, oggi è scomparsa totalmente. La piramide successivamente è stata inglobata nella cinta muraria costruita tra il 272 e il 279 su iniziativa dell’imperatore Aureliano e proprio per questa sua posizione centrale, nel corso degli anni ha subito ben 5 restauri: – 1663: Papa ALESSANDRO VII fa scavare l’antica piramide e riparare i La Piramide Cestia  durante la visitadanni subiti nel tempo; – 1821 Padre SECCHI fa mettere un parafulmine per proteggerla dai lampi; – 1960 – 2001: restauro della cella sepolcrale realizzato dalla Soprintendenza Archeologica di Roma; – 2012/14: il piu’ recente, che è stato possibile grazie alla generosa donazione di 2 milioni di euro da parte dell’ imprenditore giapponese Yuzo Yagi legato, per motivi di lavoro, alla città di Roma. Cosi come per la sua costruzione, anche il restauro è avvenuto in tempi record. Ora non ci sono piu’ scuse per rimandare, visitarla è d’obbligo. Almeno il nostro grazie a a Mr. Yuzo , che ha agito senza pretese, glielo dobbiamo!

Francesca Brienza

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