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Italia penalizzata da tassi sovrani troppo alti, nubi sullo scenario internazionale

L’economia italiana non decolla, penalizzata da tassi sovrani alti solo nel nostro paese: l’export è poco positivo, gli investimenti in flessione, i consumi non accelerano. Si aggirano nubi sullo scenario internazionale e il commercio resta bloccato: nell’Eurozona preoccupa la fiducia e i mercati non aiutano, anche l’industria del Regno Unito scivola, gli USA sono in frenata, la Cina tiene.

L’economia italiana e mondiale in breve

Focus del mese – La BCE cambia rotta? FED verso un taglio dei tassi

  • …e l’economia rischia di rallentare. La BCE non ha un obiettivo ufficiale sulla crescita, ma l’espansione dell’attività economica ha l’effetto di saturare gradualmente i fattori produttivi disponibili (lavoro, capitale) creando pressioni al rialzo sul loro costo e, quindi, sui prezzi dei beni e servizi realizzati. Perciò, Francoforte è preoccupata anche dell’attesa frenata della crescita nell’Eurozona (ribassata di 0,2, al +1,4% nel 2020), che peggiora lo scenario per i prezzi al consumo.
  • Novità BCE sui titoli? La BCE ha in portafoglio un enorme stock di titoli pubblici e privati, emessi nell’Eurozona: 2.558 miliardi di euro acquisiti con il Quantitative Easing (QE) tra 2015 e 2018 (e altri 67 miliardi con programmi precedenti). Francoforte da dicembre 2018 ha stoppato gli acquisti “netti”. Ma sta tenendo lo stock invariato, comprando titoli con le somme incassate da quelli in scadenza, per evitare di ridurre lo stimolo monetario all’economia. Sottolineando che tali acquisti “lordi” dureranno a lungo, almeno per tutto il 2020. La novità nel discorso di Draghi di giugno è che ci sarebbe ancora spazio per accrescere tale stock di titoli: sarebbe un QE-2, per tenere giù i tassi a lungo termine, che rafforzerebbe una svolta su quelli a breve.
  • Sui prestiti alle banche (T-LTRO) mossa già decisa. Le nuove operazioni T-LTRO-3, varate già a marzo e con inizio a settembre 2019, eviteranno scenari peggiori per il credito. Le banche infatti, da metà 2020, avrebbero potuto avere problemi di raccolta, dovendo iniziare a rimborsare le T-LTRO-2 (243 miliardi per gli istituti italiani). A giugno la BCE ha stabilito il tasso su tali prestiti: sarà dello 0,1 maggiore rispetto ai tassi ufficiali.
  • In America svolta più veloce sui tassi. Negli USA si prospetta a breve un taglio dei tassi FED, dopo i graduali rialzi tra 2015 e 2018. La riunione del 19 giugno ha portato tale novità: il comunicato fa capire chiaramente che all’orizzonte ora c’è un possibile ribasso e uno dei 10 membri ha già votato per tale opzione; a maggio, invece, si presagiva un periodo di tassi fermi. I mercati ci credono e danno per certo il taglio, già a fine luglio: attribuiscono una probabilità del 56% a un -0,25 e del 44% a un -0,50 (stime CME). Il cambio di rotta è stato drastico: tre mesi fa, a marzo, si ragionava ancora su sè e quando la FED avrebbe deciso gli ultimi rialzi; un taglio nel 2019 cominciava ad essere considerato dai mercati, ma era ritenuto poco probabile.

Rapporto elaborato dal Centro Studi Confindustria

RED


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