Economia

Pubblicato il ottobre 10th, 2013 | Da admin

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Il Sistema Fiscale Russo

Redatto da dott. Mauro Emanuele Buongiovanni

Per il Consolato Onorario Russo di Bolzano
Sono sempre più numerosi gli imprenditori
italiani che hanno l’esigenza oppure
l’opportunità di rivolgersi al mercato russo, le
cui potenzialità sono a tutti note
(estremamente apprezzata è la stabilità
economico politica, e l’ imperterrita crescita del
livello dei bisogni dei consumatori consentita
dalla progressiva disponibilità finanziaria di
quest’ultimi) e quindi tale breve articolo è
destinato a fornire un generale quadro
introduttivo per un successivo
approfondimento delle tematiche trattate.

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Gli strumenti societari russi
Tra i possibili strumenti messi a disposizione
dell’investitore straniero per lo svolgimento in
loco della sua attività, vi è quello della
costituzione di una società di diritto russo. In
tal caso, nella valutazione dello strumento
organizzativo più idoneo, non si potrà
prescindere da un’attenta analisi delle
peculiarità del sistema giuridico in cui ci si
appresta ad operare, onde pervenire ad una
scelta il più possibile aderente alle necessità
operative, ed alla responsabilità in capo ai soci.
In tale ambito è possibile individuare società
dotate di personalità giuridica e responsabilità
illimitata come le Spa aperte (OAO), presenti
anche in Italia, ma con capitale sociale minimo
di ammontare non inferiore a 1000 volte il
salario mensile minimo legale e compagine
sociale illimitata, denotando un taglio
privatistico; oppure possiamo ritrovare società
di tipo Spa chiuse (ZAO), ma differenziate
dall’ammontare minimo richiesto per il capitale
sociale, non inferiore a 100 volte il salario
minimo legale e compagine sociale di massimo
50 soci, relegandole ad avere così un taglio
pubblicistico; oppure sono previste Srl, (le
cosidette OOO) con gli stessi limiti di
ammontare di capitale sociale e compagine
sociale, richiesti per le Spa chiuse.

Disciplinate dal codice civile russo, sono inoltre
le Società di persone di I° tipo, cioè quelle
beneficiarie della limitata responsabilità per le
obbligazioni contratte. Invero, previste dallo
stesso ordinamento giuridico russo, sono le
tipologie di società gravate invece della
responsabilità illimitata per le obbligazioni
societarie, quali le Società di persone di II° tipo.
Interessante è oltretutto l’ampia flessibilità che
il sistema russo offre agli investitori esteri che
non desiderano costituire una società, i quali
potranno scegliere tra due opzioni dalla
gradevole snellezza burocratica, individuabili
sia nella creazione di un Ufficio di
Rappresentanza Commerciale, luogo di attività
promozionale e pubblicitario, di ricerca e di
sviluppo, senza esercitare alcun profilo
commerciale, sia nella “edificazione” di una
Stabile Organizzazione, luogo abituale degli
affari russi del soggetto estero, dotato o meno
di personalità giuridica collegabile alla casa
madre, ed esercitabile l’attività imprenditoriale.
Il sistema fiscale nella Federazione Russa
I profili fiscali hanno un ruolo preminente nella
scelta di business delocalization, organicamente
correlati alle agevolazioni di cui le imprese
possono beneficiare, con particolare attenzione
ai riflessi sulla posizione dei soggetti esteri che
ne siano compartecipi.

Senza soffermarsi molto sull’aspetto
riguardante la tassazione delle persone fisiche,
ricordo che l‘Amministrazione fiscale russa
prevede una disarticolazione del tributo in
discrimine del possesso o meno della residenza
fiscale, con un’aliquota del 13% per i soggetti
residenti ed al 30% per i non residenti, tranne
che per i dividenti societari tassati al 15%.
Residenza fiscale che al pari del nostro art.2 del
Tuir, si riconosce ai soggetti che hanno abituale
e volontaria dimora nella Federazione Russa,
per un periodo superiore a 183 giorni in un
anno. Ulteriore punto a favore della fiscalità
russa, risulta essere la inesistenza di un tanto
inadeguato tributo, quale la tassa di
successione.
Soffermandoci invece ad analizzare la
tassazione delle entità giuridiche, si può
verificare che esiste una flat tax al 20%
(caratteristica ormai comune dei paesi dell’ex
Urss , assieme agli stati baltici) – assimilabile
alla nostra IRES- che a sua volta viene suddivisa
in tributo di competenza regionale e federale.
Lungimirante, ed assai apprezzata dai nostri
contribuenti, è la mancanza di una sorta di
IRAP, a riprova che tale tributo nel nostro paese
è stato uno schizzo d’inchiostro fuoriuscito
malamente dalla penna del legislatore, il quale
sarebbe stato bene fosse rimasto nel tappo.

Le altre imposte presenti nel sistema fiscale
russo, constano in un imposizione di tipo
patrimoniale, in un tributo incidente il diritto di
proprietà, ed una tassa sul trasporto,
eguagliabile alla nostra tassa di circolazione.
Altresì esistenti, ma tipicamente introdotte in
una logica world wide welfare, sono le imposte
basate sul presupposto ecologico e sulle risorse
idriche. L’ordinaria imposta indiretta sui
consumi, invece, si livella al 18%.
L’appesantimento burocratico di cui si faceva
rapido riferimento, è subordinato
all’architettura di norme e scadenze di cui il
sistema fiscale è formato: differentemente
dall’Italia, il periodo d’imposta russo è
trimestrale, quindi conseguentemente i
soggetti d’imposta devono redigere ogni 3 mesi
la dichiarazione IVA, la dichiarazione IRES, il
bilancio d’esercizio ed una serie di markers
indicativi, mentre se avranno lavoratori
subordinati o occasionali, dovranno redigere la
dichiarazione ai fondi pensione e la
dichiarazione ai fondi assicurativi, in quanto
assoggettati all’onere di sostituti d’imposta.
Classicamente, la base imponibile è formata
dalla somma algebrica di elementi positivi e
negativi, aumentata dalle riprese fiscali per
indeducibilità dei costi. Le dichiarazioni fiscali
così formate, sono redatte autonomamente e

liquidate a mezzo bonifico bancario presso
speciali conti correnti amministrativi, non oltre
il 31 marzo (per le società) ed il 30 Aprile (per le
persone fisiche); gli acconti verranno versati
anticipatamente e trimestralmente.
L’allettante regime semplificato russo
Se si dovesse scegliere una sfaccettatura del
sistema tributario russo, che agli occhi dei
nostri imprenditori potrebbe riscuotere
assoluto interesse, non appare difficile scelta la
descrizione del regime fiscale semplificato, che
tutto sommato ricalca il nostro regime dei
minimi, e di cui sommariamente si tratteranno i
profili.
Il sistema semplificato è regolato dagli articoli
346.11 e.s, il quale circoscrive il termine
“semplificato” al valore dei proventi di gestione
inferiore all’ammontare di 60mio di Rubli (circa
1,5 mio Euro) ed al numero di dipendenti
inferiore a 100. Sostanzialmente, tale sistema
prevede l’esclusione del regime IVA e la
semplificazione negli adempimenti contabili e
dichiarativi, e ci si adegua su base volontaria
tramite richiesta all’ Amministrazione
Finanziaria (A.F.) nell’ anno fiscale precedente
alla scelta. I tratti salienti sono la scelta tra
l’aliquota di tassazione del 6% se si opta per la
tassazione dei soli ricavi, oppure del 15% se si
opta per la tassazione dei ricavi meno i costi.

Sorprendente per un cittadino italiano, appare
inoltre il totale disinteressamento della base
imponibile da parte dell’IRPEF , dell’imposta
sulla proprietà e dell’ IVA, con l’esclusione per i
beni importati all’interno del territorio della
Federazione Russa ( abbr. FR), per il quale è
previsto il presupposto territoriale d’imposta.
Tale regime però non è adottabile da società
operanti nel settore bancario, assicurativo, di
gestione di patrimoni collettivi ed individuali,
ed in tutte le fattispecie in cui la società si
avvalga di una sua unità all’ estero. Volendo
scongiurare un uso spregiudicato di tale forma
di beneficio, l’A.F. esclude l’utilizzo del regime
dei minimi quando la società è partecipata da
un’entità economica estera non registrata nella
FR, oppure se partecipata oltre il 25% da
società russa. Le principali deduzioni attuabili
non differiscono da quelle riconosciute nel
nostro paese.
Differentemente da quanto attuato in Italia, il
sistema tributario russo è informato al principio
di cassa, il quale consente di tassare i ricavi
solamente se effettivamente incassati e
dedurre i costi se effettivamente sostenuti con
riprova di questo, mediante atto di
accettazione dei servizi prestati. Unico aspetto
che non consente l’asseverazione della
perfezione a tale regime, è la tassazione

minima dell’1% sull’ammontare dei ricavi, nel
caso in cui il soggetto giuridico riporti un’
imponibile negativo.
Per questo regime, non ne è consigliata
l’adozione quando il proprio business comporta
sostenuta importazione di merci, la quale
comporterebbe alti costi doganali non
detraibili; non a caso le entità estere che
utilizzano il semplificato, si inquadrano nei
settori dei servizi e della trasformazione di
materie prime da esportare verso collegate o
controllate nei paesi di origine.
Quest’anno il PIL Russo crescerà ad un tasso
del 3,6% , contro una media dell’area Euro
intorno allo 0 %, e questo sicuramente è il
riflesso di uno dei sistemi fiscali meglio
congeniati sulla scia di un’intelligente ed
oculata politica di richiamo degli investimenti
esteri.

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