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Pubblicato il giugno 28th, 2017 | Da Redazione

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IL MERCATO DELLE CALZATURE E DELLE PELLI CONQUISTA LA RUSSIA

Milano – Il “Made in Italy” alla conquista della Russia. I settori del calzaturiero e delle pelli tradizionalmente sono sempre stati una delle punte di diamante dell’eccellenza imprenditoriale nel nostro paese. Nonostante l’annosa questione delle sanzioni, le produzioni nostrane in questo mercato continuano comunque a recitare un ruolo di primo piano nell’export nel gigante eurasiatico. Si è tenuto oggi pomeriggio presso la sede dell’ITA (Italian Trade Agency) un focus avente ad oggetto i buoni risultati conseguiti dalle imprese italiane delle calzature e delle pelli in Russia.

Dopo i saluti del Direttore dell’ITA Marinella Loddo (“è un incontro assai importante perché crediamo nella possibilità di fare tutti insieme sistema”), l’incontro è entrato nel vivo con la presentazione dello studio sull’evoluzione di queste due produzioni da parte di Pierpaolo Celeste, Direttore dell’Ufficio ICE a Mosca, che ha snocciolato una serie di dati molto interessanti.

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“Il mio consiglio – ha esordito, rivolgendosi agli imprenditori presenti in sala – è quello di non limitarsi solo ad investire a Mosca, ma anche di guardare con attenzione alle aree limitrofe. Laddove ci sono i soldi, dobbiamo essere bravi ad intercettare la domanda. In merito allo studio, la Russia ha prodotto nel 2016, 1313 miliardi di euro di PIL, con un outlook destinato quest’anno a crescere. Siamo al secondo posto come importatori con 5 milioni di paia di scarpe vendute che hanno generato un indotto di circa 12 milioni di Euro. Il mercato russo cerca essenzialmente prodotti che imitino la pelle dei rettili ed anche la pelle naturale è molto ricercata. Ma guai a portare il prodotto sbagliato, nonostante ci sia una favorevole predisposizione ad acquistare i prodotti italiani. All’interno della Federazione Russa, ci sono 8 regioni che abbiamo, a loro volta, suddiviso in una serie di distretti che abbiamo mappato per popolazione. Il distretto federale nord-occidentale è quello di San Pietroburgo e la prima notizia interessante è che lì la gente spende di più per i settori “non food” (64,2%) rispetto a quelli food (35,8%). Ci siamo concentrati su 894 negozi per un totale di 2718 punti vendita che trattano calzature e pelletterie. La promozione di queste produzioni avviene online, ovvero con i social Facebook, Instagram e Vkontakte, siti specializzati, forum e motori di ricerca. Questo perché la carta stampata lì non viene quasi mai utilizzata, e dunque per fare una buona campagna marketing si fa ricorso ai mezzi di comunicazione più in voga. Il distretto federale degli Urali è quello di Ekaterinburg e risalta per la sua disponibilità di spazi commerciali, ovvero la possibilità di costruire con i circa 11.000 Euro pro capite che la rendono particolarmente ricca. In termini di promozione, qua si fa ricorso alle riviste anche se la maggior parte dei negozi fa comunque ricorso alle reti. Le particolari condizioni climatiche “costringono” i consumatori ad acquistare più paia di scarpe per stagione, ed a discapito degli imprenditori italiani c’è stata la scarsa propensione allo scambio con i produttori locali. Per quanto riguarda Mosca, inutile dire che è l’area più popolosa della Federazione, si consuma sia “food” che “non food”. È l’area che ha la più alta disponibilità di spazi e dunque presenta maggiori attrazioni per le imprese, anche se personalmente ritengo che questo non garantisca automaticamente il successo. Mosca è comunque un posto particolare dove l’ultima novità e le curiosità sono ben accette ed anche qui il principale strumento di comunicazione è sempre quello on line. Il distretto federale del Volga comprende le città di Kazan (la più ricca), Ufà, Samara, Perm e Nizhny-Novgorod in cui è presente la maggiore concentrazione di centri commerciali, come attesta anche il PIL pro capite che si attesta sui 50.000 euro. Siamo in presenza di un’area che oltre ad essere ricca è molto interessante. Anche qui si comunica con i social, anche se la scarsa conoscenza del russo può essere un ostacolo. Come Ufficio ICE – ha sottolineato – , per chi è interessato, siamo a disposizione per studiare la migliore comunicazione. In merito ai consumi, il clima particolarmente rigido con un inverno che dura anche 5-6 mesi, richiede l’utilizzo di stivali fino al passaggio alle scarpe estive. C’è grande richiesta di prodotti in pelle ed ecopelle, così come di guanti a causa delle condizioni meteorologiche cui accennavo precedentemente. Il Made in Italy fa la sua presenza. Nel distretto federale meridionale che comprende l’area di Rostov-sul-Don siamo invece in presenza di condizioni climatiche sicuramente più favorevoli ed è uno dei più gettonati. C’è stata una certa riduzione nella frequenza del rinnovo del guardaroba, ma tutto sommato le produzioni italiane sono così gettonate che comunque tengono bene. Nel distretto siberiano, che è una delle aree più ricche, la concentrazione dei negozi è notevole con una disponibilità di spazi commerciale per abitante di circa 231 metri quadrati. Sono presenti circa 130 punti vendita, tutti distribuiti fra Krasnojarsk e Novosibirsk. Il distretto del Caucaso settentrionale vede in Stavropol una realtà che chiede la presenza di un buon prodotto italiano di qualità, perché è un’area in forte espansione. Si tratta di un territorio che presenta diversi punti in comune con le nostre regioni centrali, ma con un clima più mite. Mentre in alcune aree è chiaro ciò che i consumatori acquistano, ve ne sono altre in cui i rivenditori tendono a diversificare il loro venduto. L’area più popolata e ricca come reddito pro-capite è quella di Mosca, mentre quella dove si consuma di più è San Pietroburgo. Non è possibile per una nuova impresa non esaminare questi dati. Il suggerimento che mi sento di dare è quello di puntare sulla qualità che è il nostro indiscutibile punto di forza, insieme all’impegnarsi nel garantire il rispetto dei tempi di consegna. L’ottemperanza ai patti non è solo un fatto di etica ma anche di educazione e rispetto. Ripeto, la Russia è in ripresa, stanno aumentando i consumi ed è necessario sfruttare le potenzialità delle nuove Regioni, comprese quelle più scomode da raggiungere. Dal 24 al 27 ottobre – ha annunciato, terminando la sua relazione – organizzeremo la fiera “Obuv. Mir Kozhi” a Mosca, in cui saremo presenti con uno spazio collettivo”.

Soddisfatti i rappresentanti delle associazioni di categoria presenti in sala. Per Danny D’Alessandro, Vice Direttore di MIPEL che ha confermato che “oltre ai buoni rapporti ed alla proficua collaborazione che abbiamo posto in essere con l’ITA, l’altro grande motivo di soddisfazione di questo incontro riguarda la Russia, per la quale siamo stati nel 2016 il secondo paese importatore. Si tratta di una realtà che sta riprendendo a galoppare dopo un periodo di difficoltà e la prova l’abbiamo avuta all’ultimo MIPEL, dove abbiamo registrato la presenza di molti buyer russi”, mentre per Matteo Scarparo, Responsabile Area Global Trade di Assocalzaturifici, “il rapporto con l’ICE è per noi di vitale importanza per essere presenti sui mercati internazionali. In merito alla Russia, si tratta di un mercato che si sta trasformando in maniera repentina ed all’ultimo MICAM che si è tenuto a settembre dello scorso anno abbiamo avuto incremento del 21% delle presenze russe”.

Le testimonianze dei casi di successo della  Cromia/Laipe (settore pelletteria), rappresentata dal Senior Brand Manager Danilo Pavon e di Arturo Venanzi, in rappresentanza dell’Assocalzaturifici hanno concluso l’incontro. Pavon parlando del suo brand ha evidenziato come “abbiamo rilevato degli incrementi di fatturato, nonostante la situazione che ben conosciamo, che ci garantisce una buona quota di mercato grazie a Cromia. Siamo partiti a Mosca ed a San Pietroburgo, per poi coprire altre città come Ufà e Vladivostok. I fattori determinanti del successo sono stati il prodotto, la qualità ed il rispetto dei tempi di consegna. I nostri clienti pagano anticipatamente e chiedono una consegna precisa, e dunque vanno rispettati. Vendiamo meno in quantità ma meglio, e la chiave del successo è stata la creazione di un prodotto in chiave femminile che è diverso da quello degli schemi dei primi anni 2000. L’altro fattore che ci ha permesso di avere la meglio è stato quello di aver saputo intercettare i gusti e le tendenze espressi dal territorio, e non solo a Mosca. Personalmente, le prospettive di crescita sono buone ed il bello di questo mercato è che non è saturo come quello giapponese o americano. Si tratta di una realtà molto attraente, da questo punto di vista”.

Per Venanzi, invece, “il mercato russo può ancora darci tantissimo, nonostante le sanzioni. Ancora riusciamo a vendere e questo significa che chi riesce a fare un certo tipo di prodotto, alla fine vede ripagati i propri sforzi. Dove potremmo puntare, se non sul mercato russo? Loro ci amano e ci sono dunque tutti i presupposti per andare avanti”.

Francesco Montanino



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