Export & Business

Pubblicato il settembre 30th, 2017 | Da Redazione

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EXPORT ITALIA-RUSSIA: BENE LA MODA, MALE L’ALIMENTARE

Le esportazioni italiane verso il mercato russo, registrano un trend positivo in diversi settori.

E’ quanto emerge dai dati relativi al primo semestre 2017, che evidenzia come i consumatori della Federazione Russa siano particolarmente affezionati ai prodotti del Belpaese.

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Il Made in Italy non perde quindi il suo appeal, nonostante le difficoltà legate alle sanzioni economiche, a dimostrazione dell’importanza rivestita dalla qualità e dalla professionalità dei nostri operatori ed artigiani.

In generale, i dati Istat relativi al commercio estero fanno emergere che la Russia è il Paese extracomunitario che ha fatto registrare il maggior incremento delle esportazioni italiane nei primi mesi di quest’anno.

Molto in auge in particolare il settore tessile, che ha registrato una crescita dell’export italo russo pari a +17%; aumentano le vendite sia la moda uomo (+20%), che la moda donna (+7,5%).

Secondo i dati di Sistema Moda Italia (Federazione di Tessile e Moda), i segmenti cosiddetti best performer sono la calzetteria femminile e l’intimo mare.

Interessante anche rilevare che una delle regioni maggiormente coinvolte è la Toscana, che vede aumentare considerevolmente le esportazioni in Russia, sempre con a capo il circuito tessile, abbigliamento ed accessori, simbolo per la regione di un’artigianalità storica e sempre attuale, che non conosce flessioni.

Basti pensare che la sola Firenze, da gennaio a marzo, ha esportato verso Mosca merci per 64,7 milioni di euro.

E proprio un’azienda toscana, la rinomata The Bridge, storico luxury brand di accessori in pelle Made in Italy, ha contribuito alla crescita economica del marchio bolognese che l’ha acquisita: Piquadro S.p.A., famoso per la produzione di borse, bagagli e articoli di pelletteria dal design innovativo e con dettagli high tech che caratterizzano tutte le sue collezioni.

Nonostante lo sforzo economico sostenuto per l’acquisizione di The Bridge, la ditta ha chiuso l’esercizio 2016 con segno positivo; trend che continua anche nel 2017, grazie all’aumentata offerta di articoli portata dalla fusione dei marchi e al grande entusiasmo del mercato russo, che regala grande soddisfazione e premia il coraggio di chi decide di investire nonostante la crisi. Senza dubbio, un gran bell’esempio.

Al contrario, la regione più colpita dall’embargo è il Veneto, che per bocca dell’Assessore allo sviluppo economico Roberto Marcato, lamenta una notevole perdita di esportazioni, con conseguente calo delle produzioni, ricadute sull’occupazione con licenziamenti, difficoltà nella gestione delle aziende e nel riorientamento verso altri mercati. La Giunta veneta è intenzionata a confrontarsi con il Governo, per arrivare alla modifica radicale di queste sanzioni, che arrecano grave danno alle industrie.

Ciononostante, gli ultimi mesi hanno comunque visto un aumento delle vendite, anche qui soprattutto nel comparto moda.

Prodotti di abbigliamento, pelli, scarpe, borse e tessuti riescono a sfondare il muro  imposto dalle disposizioni UE e conquistano Mosca, grazie all’alto valore aggiunto della produzione Made in Veneto. Pensiamo ad esempio alla lavorazione della pelle nella zona della Riviera del Brenta, con gli storici calzaturifici, meta dei buyers di tutto il mondo.

Viste le premesse, secondo Confartigianato un’attenta riduzione del regime sanzionatorio verso la Russia, potrebbe rilanciare le esportazioni in modo straordinario.

Rimane negativo invece l’andamento dell’agroalimentare, che rimane il settore maggiormente colpito dall’embargo, con la conseguente presa di posizione da parte di Coldiretti, secondo cui il blocco “è costato all’agroalimentare nazionale fino ad ora quasi un miliardo di euro anche perché al divieto di accesso a questi prodotti si sono aggiunte le tensioni commerciali che hanno ostacolato di fatto le esportazioni in tutto l’agroalimentare”.

Dispiace vedere una tale situazione, soprattutto in virtù del fatto che gli alimenti tipici italiani sono di eccellente qualità e molto apprezzati in Russia, basta vedere l’aumento di ristoranti e pizzerie che propongono italian food in centro a Mosca; il giro di affari che si verrebbe a creare è potenzialmente molto ampio, il che ovviamente avrebbe influenze positive anche per l’occupazione.  Sono pertanto assolutamente condivisibili in questo senso le parole di Coldiretti quando afferma che è un “grave errore e un danno all’Italia prorogare le sanzioni UE“.

Non è un concetto difficile da capire, quello che manca è la volontà politica di risolvere finalmente la situazione, per il bene dell’intero Paese e dei lavoratori italiani.

Eva Bergamo

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