Economia

Pubblicato il ottobre 20th, 2016 | Da admin

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EURASIA ED EUROPA: PROVE TECNICHE DI RIAVVICINAMENTO?

Verona – Il pesante clima a livello diplomatico che si respira fra il mondo occidentale e la Russia che rischiaAntonio Fallico seriamente di farci tornare ad un’epoca – quella della guerra fredda e dell’incubo di un olocausto nucleare – che credevamo essere stata definitivamente consegnata alla storia, rende di strettissima attualità la questione delle relazioni economiche fra l’Europa ed il gigante eurasiatico.
Il “V° Forum Eurasiatico” che si sta tenendo in questi giorni nel capoluogo scaligero, assume dunque mai come quest’anno una img_3286straordinaria importanza nella ricerca di nuove opportunità di business che passi per la normalizzazione dei rapporti diplomatici con la Russia, in uno scacchiere internazionale quanto mai incerto e nebuloso.
L’organizzazione di questo evento – ha esordito Antonio Fallico, Presidente di “Banca Intesa Russia” e dell’Associazione V forum Eurasiatico VeronaConoscere Eurasia”, facendo gli onori di casa – è un segnale importante, considerando le ragioni economiche che non possono accettare l’idea di un mondo unipolare. Ci auspichiamo che possano presto normalizzarsi i rapporti con la Russia, per evitare il ripetersi di esperienze come quella della guerra fredda che evidentemente non ci hanno insegnato nulla”. L’incontro è poi entrato img_3300nel vivo, con gli interventi dei relatori presenti.
Ha preso per primo la parola Igor Sechin, Presidente e CEO del colosso petrolifero “Rosneft”, che ha evidenziato il concetto di multipolarità, elogiando “il ruolo dell’Italia, da sempre in prima fila quando si parla dell’eccellenza e dell’innovazione. La Russia, per la sua posizione geografica, funge da ponte fra l’Europa e l’Asia. E ciò siIgor Sechin riflette nelle linee ferroviarie, ed anche nel passaggio di risorse strategiche come gas e petrolio. Siamo diventati un fornitore privilegiato di energia per l’Europa e l’Asia, così come attestano le tonnellate di petrolio importate dai paesi del Vecchio Continente in questi ultimi 25 anni. Anche per l’Asia, ci stiamo muovendo in questa direzione con le nostre aziende che operano in  Igor Sechin / RosneftIndia, Cina e Giappone e che sono in breve tempo diventate leader in questi paesi. Lo sviluppo delle nostre relazioni con i paesi dell’Asia e del Pacifico, non è dannosa per la concorrenza, anzi è un ottimo propulsore per il business e per il rispetto della sostenibilità ambientale. Abbiamo stimato che entro il 2040 il fabbisogno potrebbe crescere di almeno 40milioni di barili al giorno, con una domanda di risorse che potrebbe superare di 4 volte quelle estrattive dell’Arabia Saudita, il cui deficit di bilancio, l’ha messa già è in cerca di nuovi alleati. Nei prossimi 18 mesi, ci auspichiamo una normalizzazione dei rapporti economici e diplomatici, anche perché il fabbisogno delle risorse energetiche è destinato ad incrementarsi ulteriormente soprattutto in Asia che andrà a compensare il calo che prevediamo possa esserci invece in Europa. Domanda ed offerta sono destinati a pareggiarsi, e la Romano ProdiRussia è pronta a recitare la propria parte nello sviluppo di progetti che esaltino la concorrenza. La “Rosneft” agisce nella ricerca di soluzioni che siano rispettose dell’ambiente, non precludendo partnership con altri paesi, ed in special modo con l’Italia che storicamente è uno dei nostri interlocutori preferiti”.
Ma la situazione attuale può dirsi migliore di quella esistente nei primi anni di questo secolo? A ciò ha provato a dare una risposta, senza però Antonio Fallico / Conoscere Eurasiain concreto riuscirci, l’ex premier Romano Prodi, Presidente della Fondazione per la collaborazione dei Popoli. “Non nascondo – ha introdotto – che sono molto preoccupato, perché noto che i rapporti con la Russia sono peggiorati. E non solo nell’ambito economico, ma anche in quello della cultura e della ricerca. L’idea di base era quella di creare un rapporto con questo grande paese, improntato ad una totale convergenza di  Igor Sechin / RUinteressi. Non era soltanto, usando una metafora, fare affare con vodka e caviale. Oggi, la situazione è profondamente diversa, tanto che addirittura alcuni politologi ed opinionisti invocano a gran voce il ritorno della guerra fredda. Le tensioni verbali, riportano alla mente i vecchi tempi da me non desiderati. Reciproci errori ci stanno quasi riportando ad un campo di battaglia, e ciò è un errore storico grave. Senza un accordo – ha il sindaco di Verona Flavio Tosievidenziato – fra Stati Uniti e Russia sulla questione siriana, non si va da nessuna parte e non si fa alcun passo in avanti. Questo richiamo a tale convergenza, è un segnale evidente della debolezza attuale dell’Europa. Le sanzioni e l’interruzione di rapporti quotidiani ha deteriorato ad esempio l’export italiano con la Russia che, negli ultimi anni, è calato di 70 miliardi di euro passando da 150 ad 83. Si è avvelenato il clima generale, che però non Igor Sechin / Antonio Fallicoha riguardato solo la Russia ma anche paesi ad essa limitrofi come la Bielorussia, il Kazakhistan, l’Armenia o il Kirghizistan. Sono in calo, i nostri prodotti alimentari, le auto, i prodotti chimici, a testimonianza di una contrazione globale che si è riflettuta anche negli investimenti. È evidente che siamo in presenza di una reciproca diminuzione enorme, in cui è inutile negare come i rapporti politici ed economici fra i nostri paesi siano fra loroV Forum Eurasiatico Internazionale di Verona interrelati. I campi politico ed economico sono intrecciati, ed è evidente l’assenza di un dialogo costruttivo fra Europa ed area eurasiatica. Ricordiamo la proposta del Presidente Putin di un’unione armoniosa che vada dagli Urali all’Atlantico, che oggi purtroppo sembra irrealizzabile a causa del deterioramento cui ho accennato prima. Sembra quasi che il comando sia passato dai politici ai militari, con episodi che per certi versi considero paradossali. Possiamo farci promotori di un’azione V Forum Eurasiatico di Verona 20 ott 2016che, partendo da un dialogo economico, possa poi portare al riallacciamento di rapporti diplomatici fra l’Europa e la Russia che è indispensabile perché questo grande paese è già di per sé un ponte. L’attuale tensione indebolisce l’Europa, la Russia ed il resto dell’Eurasia”. Poi la proposta lanciata però, ad onor del vero, senza grande convinzione. “Potrebbe essere indetta una conferenza esplorativa – l’ha buttata lì Prodi – che faccia il punto della situazione fra Unione Europea edV Forum Eurasiatico di Verona Eurasia. Credo che la Commissione Europea ed i paesi eurasiatici debbano muoversi in questa direzione, a partire da un dialogo economico. Non penso ad un trattato di libero scambio, non perché non è efficace ma per i tempi lunghissimi che richiede la sua ratifica, pensando ad esempio a quello fra USA e paesi del Pacifico. Ma piuttosto ad un qualcosa che vada oltre, perché nei trattati generali è sempre esistente qualche ostacolo. Sto pensando ad un compromesso, che contrariamente a quello che  Igor Sechin / Rosneftpuò ritenersi, è un concetto nobile”. Tanti buoni propositi, ma evidentemente con poco costrutto. Un discorso, quello di Prodi vacuo, noioso ed inconcludente con un richiamo – quello del compromesso – che piuttosto riecheggia una delle peggiori pagine della politica italiana, che ormai è solo uno sbiadito ricordo. Tanto che il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ad un certo punto si è alzato dal tavolo dei relatori, sembrando quasi annoiato e poco interessato al lungo sermone del “Professore”.

Francesco Montanino

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