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Pubblicato il settembre 29th, 2019 | Da Redazione Russia News

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Coppa del Mondo: la Russia di Sergio Busato conquista la medaglia di bronzo

Osaka – Vent’anni dopo l’argento conquistato nel 1999, la Russia torna sul podio della Coppa del Mondo. Al termine di una competizione durissima (11 partite in 16 giorni), le ragazze guidate in panchina da Sergio Busato hanno conquistato una preziosa medaglia di bronzo, che riporta il sorriso dopo un campionato europeo concluso in anticipo rispetto alle attese, con la sconfitta ai quarti di finale contro l’Italia che aveva estromesso la nazionale russa dalla corsa al podio. Neanche il tempo di metabolizzare l’eliminazione che sono arrivate le dimissioni del tecnico Vadim Pankov, annunciate per motivi di salute, a pochi giorni dall’inizio della Coppa del Mondo. La Federazione ha quindi deciso di affidare la guida temporanea della nazionale al suo vice, Sergio Busato, che ha portato con sè in Giappone le palleggiatrici Evgeniya Startseva e Tatiana Romanova, gli opposti Nataliya Goncharova e Maria Khaletskaya, le centrali Irina Zaryazhko Koroleva, Ekaterina Efimova, Angelina Lazarenko e Yulia Brovkina, le schiacciatrici ricevitrici Irina Voronkova, Kseniya Ilchenko Parubets, Margarita Kurilo ed Anna Lazareva, i liberi Alla Galkina ed Daria Chikrizova

La Russia ha giocato la prima parte della competizione a Yokohama, dove ha battuto 3 a 0 il Camerun all’esordio (14 settembre; 25-14, 25-20, 25-14), ha vinto al tie break (3 a 2) contro le padrone di casa del Giappone (15 settembre; 25-11, 23-25, 25-27, 25-19, 15-7), prima di essere superata 3 set a 0 (16 settembre; 25-22, 25-16, 25-18) dalle campionesse olimpiche in carica (nonchè detentrici della Coppa del Mondo dopo il trionfo di 4 anni fa a Nagoya) della Cina. Una lezione severa, quella subita dalle ragazze allenate dalla leggendaria Jenny Lang Ping, capaci di infliggere lo stesso trattamento a tutte le altre avversarie nella competizione e di vincere la manifestazione con undici successi in altrettanti match disputati, lasciando per strada un solo punto ed appena tre set in tutto il torneo. In seguito alla prima sconfitta subita, le ragazze di Busato, dopo un giorno di riposo, hanno reagito travolgendo la Corea del Sud (contro cui in estate avevano ottenuto la qualificazione olimpica) con un secco 3 a 0 (18 settembre; 25-23, 25-18, 25-19) e superando 3 a 2 la Repubblica Dominicana (19 settembre; 25-16, 25-23, 23-25, 23-25, 15-5). Nella seconda fase a Toyama la Russia ha ottenuto tre vittorie in altrettanti match giocati: 3 a 1 alla Serbia (22 settembre; 25-16, 20-25, 25-23, 25-16), 3 a 0 all’Argentina (23 settembre; 25-21, 25-16, 25-21) ed un perentorio 3 a 0 all’Olanda (24 settembre; 26-24, 25-18, 25-20), probabilmente la miglior partita disputata dalle ragazze di Busato, che si è congratulato con le proprie giocatrici per il cuore che hanno saputo mettere in campo. Forte di questi risultati la Russia si è presentata ad Osaka per l’ultima fase della Coppa del Mondo con la possibilità di insidiare il secondo posto occupato dagli Stati Uniti (reduci dal successo nella Volleyball Nation League), che hanno però respinto l’assalto nello scontro diretto imponendosi 3 set a 2 (27 settembre; 24-26, 25-22, 25-22, 17-25, 15-8), al termine del match forse più spettacolare dell’intera manifestazione. Una sconfitta di misura che è valsa a Sergio Busato i complimenti del collega statunitense Karch Kiraly (un monumento della pallavolo mondiale), che si è congratulato con la Russia per l’ottimo torneo disputato e con il tecnico italiano per la qualità del lavoro svolto durante la manifestazione. Sfumata l’opportunità di agguantare la seconda posizione, la formazione russa si è ritrovata così con la missione di difendere la terza piazza del podio dalla rimonta del Brasile. La sorprendente sconfitta delle ragazze guidate da Ze Roberto contro la Corea del Sud ha consentito alla Russia di scendere in campo contro il Kenya per conquistare la medaglia di bronzo con un turno di anticipo: missione compiuta dalle ragazze di Busato che hanno liquidato la selezione africana 3 set a 0 (28 settembre, 25-16, 25-21, 25-22) rendendo di fatto inutile l’ultimo incontro, che ha visto il successo del Brasile 3 set a 1 (28-26, 25-20, 21-25, 25-19). La Russia ha concluso così il torneo con 23 punti in classifica (frutto di 8 vittorie e 3 sconfitte – 27 set vinti e 14 persi), alle spalle della inarrivabile Cina (32 punti) che si è laureata campione per per la quinta volta (record della manifestazione) e degli Stati Uniti (28 punti); giù dal podio il Brasile (21 punti), il Giappone (19 punti), la Corea del Sud (18 punti), la Repubblica Dominicana e l’Olanda (17 punti), la Serbia (13 punti), l’Argentina (5 punti), il Kenya (3 punti) ed il Camerun (2 punti). Premio individuale per Irina Koroleva (prima nella classifica dei muri vincenti avendone messi a segno ben 41), indicata come miglior centrale della manifestazione insieme alla collega cinese Yan Ni, e con lei quindi inserita nel sestetto ideale del torneo con l’opposto Andrea Drews (Usa), la palleggiatrice Ding Xia (Cina), le schiacciatrici Kelsey Robinson (Usa) e  Zhu Ting (Cina), il libero Wang Mengjie (Cina).

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In attesa di conoscere le decisioni della Federazione sulla guida tecnica che avrà il compito di condurre la nazionale alle prossime Olimpiadi di Tokyo in programma nell’estate del 2020, la Russia esce rinforzata e rincuorata dalla Coppa del Mondo, seppure alcune giocatrici (Startseva e Goncharova su tutte) abbiano sottolineato come il risultato sarebbe pouto essere migliore. Nel complesso, come dichiarato da Busato, il torneo è servito per fare esperienza anche in chiave olimpica, in partite in cui bisognerà lottare su ogni palla per conquistare ogni singolo punto. Nel corso della manifestazione il tecnico italiano ha prevalentemente dato fiducia alla formazione titolare nei match chiave, con la diagonale Startseva/Goncharova, le attaccanti di banda Parubets e Voronkova, le centrali Koroleva ed Efimova (data l’indisponibilità di Fetisova) ed il libero Galkina. Durante il torneo hanno però trovato spazio tutte le convocate, che hanno dato buone risposte quando sono state chiamate in causa. Questa la base di partenza su cui lavorare nei prossimi mesi, per cercare di colmare il divario dalle nazionali migliori (Cina, Serbia, Stati Uniti, Brasile, Italia) che ad oggi sembrano avere ancora qualcosa in più, per provare ad inserirsi tra le pretendenti ad una medaglia olimpica. Difficile pensare che Sergio Busato possa essere confermato come primo allenatore, ma di sicuro il tecnico italiano, che ha avuto (tra le altre) la grande capacità di riportare serenità all’interno della squadra, merita di continuare a fare parte dello staff tecnico.

Stefano Tardi

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