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Pubblicato il agosto 16th, 2019 | Da Redazione Russia News

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Cincinnati: impresa di Rublev che elimina Federer e raggiunge Medvedev ai quarti di finale del Western & Southern Open

Cincinnati (USA)- Poco meno di due settimane all’ultimo slam stagionale (gli US Open che scatteranno a New York il prossimo 26 agosto) e, come da tradizione, Il Western & Southern Open di Cincinnati (categoria Master 1000 del circuito maschile, Premier 5 di quello femminile) si presenta come l’ultimo grande evento in calendario prima di Flushing Meadows. Un torneo prestigioso e ricco di storia, quello che si disputa con la fomula del combined in Ohio, la cui prima edizione risale al 1899 e che (solo per citare alcuni dei giocatori ancora in attività) nel suo albo d’oro vanta nomi del calibro di Roger Federer (primatista con 7 successi), Novak Djokovic (che con la vittoria nella passata edizione è diventato il primo giocatore a vincere tutti i Master 1000 almeno una volta in carriera), Rafael Nadal, ed Andy Murray.

Daniil Medvedev ha iniziato la tournée nordamericana al Citi Open di Washington arrivando all’ultimo atto in scioltezza, senza perdere neanche un set, fermato solo in finale (7-6, 7-6) dal talento ribelle di Nick Kyrgios che, nell’occasione, aveva deciso di far pace con se stesso e con il mondo, esprimendo il tennis tanto spettacolare quanto efficace di cui, quando vuole, è sempre capace. Subito dopo Daniil è volato a Montreal per disputare la Rogers Cup, sesto Master 1000 dell’anno. In Canada, Medvedev ha confermato il suo straordinario stato di forma fisico e mentale, superando rapidamente tutti gli ostacoli fino alla semifinale, disputata contro l’amico e connazionale Karen Khachanov. Un match difficile per entrambi, soprattutto emotivamente. Il primo set è volato via rapido, con Khachanov che ha faticato ad entrare in partita e, non sostenuto dal servizio (appena il 39% di prime messe in campo), ha ceduto il parziale in appena ventitre minuti.

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Secondo set più equilibrato, con un Daniil meno lucido del solito che si è fatto rimontare due volte il break di vantaggio, portando il parziale al tie break dove, al secondo match point a disposizione, un nastro beffardo gli ha consegnato il successo: 6-1, 7-6 (6). Un Daniil incredulo e dispiaciuto, che era rimasto al centro del campo senza esultare, scusandosi col connazionale, aveva ricevuto l’abbraccio dell’amico Khachanov, andatogli nel frattempo incontro. Del resto si era trattato di un successo meritato, che per Daniil voleva dire il raggiungimento della nona finale in carriera nel circuito ATP, la prima in assoluto in un Master 1000. Ad attenderlo all’ultimo atto, Rafael Nadal, a caccia del suo trentaquattresimo Master 1000 in carriera. Medvedev sembrava esser partito con il piglio giusto, conquistando subito una palla break nel game di apertura, e costringendo il fuoriclasse maiorchino a restare in campo per nove minuti di scambi lunghi e duri per portarsi a casa il primo gioco. Poi però, la classe dello spagnolo ha avuto il sopravvento e, dopo il break subito nel quarto gioco, praticamente non c’è più stata partita, con Daniil sempre più in difficoltà sia dal punto di vista del gioco, che mentale, pagando forse la tensione dell’evento. Il russo è però uscito nel complesso rafforzato dal torneo, ennesima conferma di una crescita costante testimoniata anche dalla classifica mondiale, che lo ha visto collocarsi all’ottavo posto scavalcando il connazionale Khachanov; una posizione che, se tenuta a fine stagione, significherebbe la partecipazione alle Finals ATP: un risultato alla portata del russo, tenuto conto che nella race Daniil si trova addirittura in sesta posizione. Con questa convinzione Medvedev è arrivato in Ohio per il Western & Southern Open, riprendendo la sua striscia vincente. Al primo turno ha superato il britannico Kyle Edmund (6-2, 7-5); nel secondo ha piegato la resistenza del francese Paire nel primo set per chiudere poi agevolmente il match in quello successivo (7-6, 6-1); agli ottavi di finale ha travolto in poco più di un’ora di partita il tedesco Struff (6-2, 6-1).

Pochi minuti dopo è iniziato l’ottavo di finale che più lo riguardava da vicino, ovvero quello tra il connazionale Andrey Rublev ed il fuoriclasse elvetico Roger Federer, dal  cui esito sarebbe uscito l’avversario da affrontare l’indomani nei quarti di finale del torneo. Andrey è entrato in tabellone partendo dalle qualificazioni: favorito dal ritiro di Tomic ha dovuto poi superare il kazako Kukhushin per guadagnarsi l’accesso al main draw, che, al primo turno, gli ha messo nuovamente di fronte Nikoloz Basilashvili, che lo aveva battuto sulla terra rossa nella finale di Amburgo poco più di due settimane fa. Sul cemento americano, però, il servizio ed il dritto di Rublev si sono rivelati più efficaci dei colpi del georgiano, superato in rimonta 6-7 (4), 6-4, 6-2. Al secondo turno il russo si è trovato di fronte il campione svizzero (tre titoli slam in carriera) Stan Wawrinka, giocando un match praticamente perfetto. Come nel turno precedente il russo non ha mai perso il servizio, portando a casa la partita con due soli, decisivi, break (uno per set) che hanno fissato il punteggio sul 6-4, 6-4. Una vittoria che ha spalancato al russo le porte degli ottavi di finale, regalandogli un match da sogno contro Roger Federer. Nel primo game Rublev ha fatto valere le sue doti al servizio tenendo la battuta agevolmente. Poi, nel game successivo in risposta, complice un avvio non brillante dell’elvetico in battuta, è riuscito spesso a prendere l’iniziativa dello scambio, riuscendo anche a mettere Federer all’angolo grazie al dritto, specialmente quello a sventaglio (uno dei marchi di fabbrica del russo), ottenendo il break. Break che lo svizzero si è ripreso subito, ma ha poi nuovamente perso la battuta. L’ultimo dei tre break consecutivi ha deciso il set perchè poi, da quel momento, nessuno dei due ha concesso più nulla sui propri turni, ed il set è scivolato via sul 6 a 3 per il russo in meno di mezz’ora. Nel secondo set Federer ha aumentato la percentuale di prime in campo, concedendo una sola (ma decisiva) palla break, nel fatidico settimo gioco, che il russo è stato bravo a sfruttare. Per inverso, un Rublev freddo e concentrato, in tutto il secondo set non ha concesso all’elvetico una sola possibilità di strappargli il servizio, ritrovandosi, nel decimo gioco, a servire per il match. Il primo punto  del game decisivo lo ha messo a segno il russo, grazie ad un colpo profondo che Federer non è riuscito a gestire steccando con il rovescio. Poi Andrey ha servito da sinistra con taglio esterno una battuta impossibile da ribattere: Federer ha sprecato il suo ultimo challenge del match, ma l’occhio di falco ha dato ragione al russo. 30 a 0. Seconda di servizio, Federer aggredisce in risposta e scende a rete, Rublev cerca il passante in diagonale che però non raggiunge la metà campo avversaria. 15-30. Rublev torna a servire da sinistra e cerca di nuovo il taglio esterno, l’elvetico risponde di rovescio ma il russo è lucido nel cercare e trovare il dritto vincente in contropiede che vale il 40-15, ovvero due match point a disposizione. Seconda di servizio, parte lo scambio; Andrey comanda con il dritto e trova il diagonale che Federer non può difendere: finisce 6-3, 6-4 dopo poco più di un’ora di partita. Rublev alza le braccia dal cielo e non riesce a nascondere la commozione. L’ennesima conferma che il talento del moscovita classe ’97, se non costretto ai box dagli infortuni, può davvero scrivere pagine importanti di questo sport.

Stefano Tardi

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