Roma

Pubblicato il gennaio 9th, 2015 | Da admin

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CHIESA DI SANTA BARBARA DEI LIBRAI

E’ una delle mie preferite. Ricordo ancora lo stupore provato la prima volta che ci son passata davanti. Piccola, precaria, indifesa, la sua facciata in stile tardo barocco, per via di un gioco di prospettive con i palazzi antichi in cui è inserita, vaChiesa di Santa Barbara dei Librai - Roma praticamente per conto suo nel senso che, guardandola, sembra essere stata staccata e incollata leggermente storta. Presa dalla curiosità che mi accompagna sin da piccolina, che mi ha portata a studiare e laurearmi a pieni voti in Scienze dei Beni Culturali, mi ci soffermo per scoprire di quale chiesa si tratta. Anche il suo nome mi conquista: Chiesa di Santa Barbara de’ Librai, detta anche Santa Barbara alla Regola per via del rione in cui era anticamente inclusa. Ma chi è Santa Barbara? Proprio non lo sapevo. La santa a cui la chiesa è stata dedicata, è la protettrice delle morti improvvise e violente e la si ritrova dipinta sia sopra l’altare, in adorazione del Cristo Risorto, sia incavata sulla facciata esterna, in una SANTA BARBARA nicchia. Non ci vuole chissà quanto tempo per visitare questo luogo sacro visto che si tratta di una delle più piccole chiese di Roma. Io “l’ho conosciuta” per caso, mentre mi dirigevo verso Campo de’Fiori passando per la traversa di via dei Giubbonari, nella piazza, o meglio largo , dal nome appunto dei Librai. Mi colpisce. La osservo per almeno cinque minuti e poi entro. Noto subito qualcosa di strano nel pavimento, come se fosse leggermente in salita o mal livellato in alcuni punti. C’è da dire che le “membra” di questo luogo hanno già molti anni; la chiesa infatti risale probabilmente al X e XI secolo, così come trovo testimoniato nell’iscrizione interna. Costruita su un’antica e piccola cappella del VI secolo nell’emiciclo del Teatro di Pompeo si presenta a croce greca, con una navata e un transetto della medesima lunghezza, ed è stata poi consacrata nel 1306. Nel Medioevo deve aver avuto molta importanza considerando che anni fa, sotto l’altare maggiore, è stata ritrovata una cassetta di piombo contenente le reliquie di numerosi santi. Nel 1600 viene ceduta alla confraternita de’ Librari la quale, in seguito ad un incendio, compraconfratelli all achiesa di Santa barbara dei librai anche i locali annessi e l’isolato circostante. La Chiesa è rimasta così in uso e conservata fino al 1878, anno in cui la confraternita si scioglie e la abbandona. Per tutto il XX secolo poi viene completamente trascurata, rimasta chiusa e utilizzata persino come magazzino fino alla sua riapertura e restaurazione nel 1982. La riapertura ai fedeli risale a qualche decennio fa grazie all’insistenza, comprensibile, di richieste alla S.Sede da parte della Soprintendenza ai monumenti di Roma e del Lazio. Che sacrilegio sarebbe stato tenerla chiusa ai nostri occhi! Vi invito a dedicarle dieci minuti del vostro tempo perché è davvero graziosa.

Francesca Brienza

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