Tennis

Pubblicato il aprile 29th, 2019 | Da Redazione Russia News

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A Barcellona Thiem e la spalla fermano Medvedev, ma il russo continua la sua ascesa al vertice

Barcellona – Che Daniil Medvedev avesse imboccato la strada giusta lo si era capito già ad inizio stagione, quando aveva confermato i progressi della seconda metà del 2018. Con la finale a Brisbane (persa con Nishikori al terzo set), gli ottavi di finale all’Australian Open (sconfitto dal futuro vincitore Djokovic), la vittoria a Sofia , la semifinale a Rotterdam (con eliminazione per mano del vincitore del torneo Monfils) ed il terzo turno a Miami (in cui si è arreso solo a Sua Maestà Roger Federer, vincitore poi del Master), Daniil aveva archiviato la prima parte di stagione sul cemento con ottime sensazioni e la serenità di poter cominciare quella su terra rossa senza particolari pressioni (non avendo di fatto punti da difendere in classifica). Arrivato al Rolex Master 1000 di Montecarlo il ventiduenne russo ha sorpreso tutti, dimostrando di essere ormai un giocatore completo, capace di sfidare i migliori del circuito non solo sul veloce. Dopo due turni agevoli (6-1, 6-1 a Joao Sousa e 6-1, 6-2 a Radu Albot), agli ottavi di finale, ha sconfitto Stefanos Tsitsipas (numero 8 del mondo) 6-2, 1-6, 6-4; poi, ai quarti di finale, il capolavoro contro il numero uno Novak Djokovic, sconfitto 6-3, 4-6, 6-2 prima di cedere in semifinale ad un altro serbo, Dusan Lajovic (7-5, 6-1). Con il prestigioso risultato ottenuto in terra monegasca, Medvedev è arrivato a Barcellona con il quinto posto nella race come biglietto da visita. Accreditato di un bye, in quanto testa di serie numero 7, il russo ha iniziato la sua avventura spagnola al secondo turno contro lo spagnolo Albert Ramos-Vinolas (battuto 6-3, 2-6, 6-1); ha quindi superato lo statunitense Mckanzie McDonald (6-3, 6-2) ed il cileno Nicolas Jarry (6-3, 6-4), prima di incrociare in semifinale le racchette con il nipponico Kei Nishikori (numero 7 del mondo), unico giocatore in grado di spezzare il dominio dei tennisti spagnoli che nel torneo catalano trionfavano ininterottamente dal 2003, imponedosi in ben due occasioni (2014 e 2015). Quarto confronto tra i due, con il giapponese avanti (2 a 1) nei precedenti e vicitore dell’unico confronto tra i due su terra rossa (a Montecarlo, nel 2018).

Medvedev vs. Nishikori. Un match caratterizzato subito da grande intensità e scambi duri in cui il nipponico, quando lo scambio si allunga, sembra essere, come da pronostico, più a suo agio. Ma il russo, che nei precedenti incontri ha imparato a conoscerlo, ha il merito di tenere e la pazienza di saper aspettare l’occasione che puntualmente si presenta. Nel quinto gioco (sul 2 a 2), con uno splendido passante di dritto incrociato da fuori campo si porta sul 15-40 conquistando due palle break; il giapponese sbaglia e regala il vantaggio al russo. E’ lo strappo decisivo del set, visto che nessuno dei due perderà più la battuta nel parziale. Nel decimo gioco Nishikori si procura una palla break, ma Daniil è bravo ad annullarla di rovescio e poi a ribaltare la situazione con due ace, il primo con uno slice esterno da sinistra, il secondo trovando la riga al centro per chiudere 6 giochi a 4 la prima frazione. In apertuta del secondo parziale Medvedev prova a sfruttare la scia del set appena concluso e si procura una palla break che però il nipponico annulla con coraggio, tenendo il servizio. Seguono sei giochi di fila senza palle break prima del game decisivo, quando Daniil concede al giapponese due opportunità consecutive; annulla la prima con il servizio ma sulla seconda, nel tentativo di uscire dallo scambio, prova una palla corta letta da Nishikori che ci arriva, il russo cerca il lob che risulta però corto e consente al nipponico lo smash che lo porta a condurre 5 a 3 per chiudere poi il parziale nel successivo di turno di servizio con una bella smorzata. Il terzo set si apre con Medvedev in battuta; il russo concede subito palla break che il nipponico sfrutta con un pizzico di fortuna: una stecca di dritto si trasforma in un diagonale stretto su cui Daniil arriva in leggero ritardo consegnando il break in apertuta all’avversario. Il russo sfoga tutta la sua frustrazione sulla racchetta. Sembrerebbe la svolta del match, anche perchè Nishikori sembra sempre più in fiducia; tiene la battuta agevolmente e poi, nel turno successivo di risposta si porta avanti 15-30. Medvedev ha però il merito di non cedere, si aggrappa al servizio ed ottiene il game. Poi, quasi inaspettato, arriva il passaggio a vuoto del giapponese, che, con due errori gratuiti di fila, regala il controbreak al russo: 2 a 2. Dopo 7 turni consecutivi senza perdere il servizio il tiebreak sembrerebbe l’epilogo scontato; invece, nel dodicesimo gioco, con Medvedev avanti 6 a 5, il russo prima trova la parità con un rovescio in diagonale, poi si costruisce il match point a conclusione di uno scambio perfetto in cui chiude di rovescio lungolinea, dopo essersi aperto meravigliosamente il campo dopo una diagonale stretta; nel punto decisivo Nishikori spara in rete il dritto lungolinea, fissando il punteggio sul 6-4, 3-6, 7-5 e regalando a Medvedev la prima finale in carriera su terra rossa. Un russo torna così in finale a Barcellona sedici anni dopo quella persa da Marat Safin contro Moya nel 2003; lo stesso Safin che nel 2000 aveva iscritto il suo nome nell’albo d’oro del torneo sconfiggendo Juan Carlo Ferrero in una finale epica (4-6, 7-5, 6-3, 3-6, 7-5).

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Terminato il match è andata in scena la seconda semifinale, tra l’idolo Rafael Nadal (11 volte trionfatore a Barcellona), chiamato a riscattare la sconfitta in semifinale a Montecarlo per mano di Fabio Fognini (poi vincitore del Master), e l’austriaco Dominic Thiem, solitamente indicato come il principale antagonista del campione maiorchino su terra rossa e finalista nell’ultima edizione del Roland Garros, nonchè recente vincitore, in marzo, del suo primo Master 1000 ad Indian Wells, in una spettacolare finale contro Federer. Premesse di un match che non ha deluso, tra scambi intensi e colpi spettacolari, che ha visto trionfare 6-4, 6-4 il  tennista austriaco, capace di strappare due volte il servizio allo spagnolo (una volta per set), senza mai perdere la battuta, dopo due ore di partita. Thiem, a caccia del tredicesimo titolo in carriera, si è così ritrovato in finale a Barcellona dopo quella persa due anni prima per mano di Nadal. Un precedente tra i due, sul veloce, quando nel 2018 l’austriaco si impose sul giovane moscovita al tiebreak del terzo set a San Pietroburgo.

PRIMO SET.        Thiem vince il sorteggio e sceglie di servire. Nel primo gioco si scambia poco, con Daniil che tiene agevolmente la battuta. Il secondo game è invece una battaglia; Medvedev si conquista una prima palla break con una accelerazione di dritto annullata dall’austriaco con uno smash dopo aver condotto bene lo scambio; subito dopo, però, Thiem manda largo un dritto dal centro del campo e concede una seconda chance al russo, che però spedisce in rete la risposta; altra parità e scambio lungo con Medvedev che tiene senza problemi da fondo. Ci prova allora Thiem ad uscire dallo scambio con una palla corta che però non supera la metà campo; il successivo doppio fallo consegna poi il break al russo che, tenendo la battuta subito dopo,  s’invola sul 3 a 0. Nel quarto gioco Thiem tiene per la prima volta il servizio, ma è costretto ad alzare il livello di gioco; splendida la smorzata che gli consegna il primo game del suo match. Poi la partita cambia. Medvedev inizia ad avvertire qualche fastidio alla spalla; non incide al servizio e prova ad accorciare gli scambi forzando le soluzioni: due errori consecutivi di dritto consegnano il break a zero all’austriaco, che rientra così subito in partita; tiene la battuta nel game successivo ed aggancia il russo sul 3 pari. Daniil prova a reagire, ma Thiem intuisce le difficoltà dell’avversario ed inizia a giocare il suo miglior tennis, variando in continuazione le soluzioni, alternando slice ed accelarazioni, e dettando sistematicamente lo scambio, anche perchè il russo non riesce più ad ottenere supporto dalla prima di servizio. Così, nel settimo game, l’austriaco rimonta da 0-40  ed ottiene un altro break con Medvedev che arriva sull’ennesima palla corta di Thiem ma manda out il dritto in avanzamento. Un game a testa porta i contendenti sul 5-4 per l’austriaco. Daniil chiama il medical time out per farsi curare la spalla, senza però riuscire a superare il problema. Thiem si presenta al servizio per chiudere il set e non spreca l’occasione; un dritto a sventaglio gli regala il primo parziale: 6 giochi a 4.

SECONDO SET: l’apertura della seconda frazione conferma le difficoltà del russo che prova con il serve and volley a limitare i danni senza però successo; subisce il break a zero e di, fatto, il match finisce qui. Medvedev resta in campo fino all’ultimo ma conquista solo 5 punti (dei 29 complessivi giocati) in tutto il set. Thiem chiude con una volée il match 6-4, 6-0 ed iscrive il suo nome nel prestigioso Torneo Godò, diventando il secondo tennista austriaco a riuscire nell’impresa dopo la doppietta di Thomas Muster (1995 e 1996).

Per Medvedev una settimana comunque da incorniciare, con il raggiungimento della prima finale in carriera su terra rossa e la consapevolezza, ormai, di poter esser competitivo su qualunque superficie. Nonostante la sconfitta, resta, al momento, il giocatore del circuito ad aver vinto più partite nel 2019, ben 25.

Stefano Tardi

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