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Pubblicato il settembre 16th, 2019 | Da Redazione Russia News

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ATP San Pietroburgo: Medvedev, Khachanov e Rublev a caccia del titolo in patria. Berrettini guida la delegazione italiana

San Pietroburgo – Conclusa la stagione nordamericana con lo slam newyorkese, il circuito si avvia, tra Asia ed Europa, verso il finale di questo 2019 che culminerà con le ATP Finals di Londra, prima della Coppa Davis. Questa settimana, fino a domenica 22 settembre, i riflettori saranno puntati sul Petersburg Sports and Concert Complex, l’impianto che è il teatro del torneo ATP 250 di San Pietroburgo (cemento indoor, montepremi da 1.248.665 dollari). Un evento che ha fatto la sua prima apparizione nel 1995 e che (con la sola eccezione del 2014 in cui non si disputò) è giunto ormai alla sua ventiquattresima edizione. Quattro i successi dei padroni di casa: Evgeny Kafelnikov (1995), Marat Safin (2000, 2001) e Mikhail Youzhny (2004).

Dopo le fatiche nordamericane (4 finali su 4 tornei, tra cui quella epica degli US Open conclusa al quinto set dopo quasi cinque ore di battaglia sportiva con Rafael Nadal), Daniil Medvedev non sembra intenzionato ad arrestare la sua corsa. Il giovane moscovita (classe ’96), dopo il Master 1000 conquistato a Cincinnati e la finale di New York, si è issato fino alla quarta posizione del ranking mondiale, alle spalle solo delle tre leggende viventi che rispondono ai nomi di Novak Djokovic, Rafael Nadal e Roger Federer. Daniil (finito anche sull’ultimo numero di Vogue Russia), che a San Pietroburgo è la testa di serie numero 1 (e già al secondo turno grazie ad un bye, dove potrebbe trovare sulla sua strada il connazionale Evgeny Donskoy entrato nel main draw grazie ad una wild card), proverà a conquistare il titolo per la gioia dei sostenitori, che da 15 anni non vedono un russo imporsi sul cemento amico. Ma non sarà l’unico. Dall’altro lato, nella parte bassa del tabellone, Karen Khachanov (testa di serie numero 2 e pertanto anche lui già al secondo turno in attesa di sfidare il vincente del match tra il portoghese Joao Sousa e lo slovacco Jozef Lovalik), proverà a riscattare una stagione fin qui piuttosto deludente. Karen è chiamato a dare una sterzata decisa ad una situazione che rischia di complicarsi ulteriormente nei prossimi mesi. Sebbene occupi ancora la nona posizione mondiale, nella race il russo è il numero 19 della classifica e, da qui a fine anno, avrà due cambiali pesantissime da riscattare, la Kremlin Cup e, sopratutto, il Master 1000 di Parigi-Bercy, conquistati in un 2018 che fu, invece, da incorniciare. Situazione diversa per Andrey Rublev (testa di serie numero 5, atteso al primo turno dal qualificato bielorusso Ivashka), che dal rientro dopo l’infortunio ha inanellato una serie di buoni risultati, trovando una continuità che gli sta permettendo di risalire rapidamente la classifica, dove attualmente ricopre la posizione numero 38 (ma è già 31 nella race). Inserito nella stessa parte di tabellone del connazionale Medvedev, Andrey è atteso da un probabile derby nei quarti di finale. Partendo dalle qualificazioni è entrato nel tabellone principale Alexey Vatutin, opposto al primo turno all’ungherese Marton Fucsovics.

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Tra i protagonisti annunciati del torneo spicca la testa di serie numero 3 del tabellone, Matteo Berrettini, che, al pari di Medvedev, può essere considerato la vera rivelazione di questo 2019. Nato a Roma il 12 aprile 1996, Matteo, dopo aver conquistato il primo titolo in carriera a Gstaad nel luglio dello scorso anno, aveva chiuso il 2018 alla posizione numero 54 della classifica ATP.  Quest’anno, dopo aver confermato la sua competitività su terra rossa vincendo l’Hungarian Open, ha sfruttatto le sue qualità fisiche (196 cm di altezza) e tecniche (un servizio devastante) per imporsi anche sulle superfici veloci. Dopo una spettacolare stagione sull’erba, impreziosita dal successo di Stoccarda nella Mercedes Cup (6-4, 7-6 all’astro nascente canadese Félix Augier-Aliassime), cui è seguita la semifinale di Halle e l’ottavo di finale conquistato a Wimbledon (dove si è inchinato solo a Sua Maestà Roger Federer), Berrettini, dopo un infortunio che lo ha costretto a saltare parte della stagione nordamericana, si è confermato ai massimi livelli raggiungendo la semifinale degli US Open. Per l’azzurro, adesso, il sogno è raggiungere le ATP Finals di Londra. Un obiettivo tutt’altro che impossibile per il tennista romano, che attualmente occupa la posizione numero 13 (ma che è nono nella race) e che da qui a fine anno ha pochi punti da difendere. Una rincorsa che partirà da San Pietroburgo, di cui Matteo conserva ottimi ricordi. Nella scorsa edizione infatti, insieme al connazionale Fabio Fognini, ha conquistato il titolo in doppio. A completare la nutrita spedizione italiana ci saranno anche il lucky loser Matteo Viola (che se la vedrà al primo turno con il padrone di casa Donskoy), Thomas Fabbiano e Salvatore Caruso (attesi da un derby nel primo turno). Eliminati invece in apertura di torneo la giovane promessa Jannik Sinner, classe 2001 e già numero 127 del mondo (in tabellone grazie ad una wild card), sconfitto 6-3, 7-6 (4) dal kazako Mikhail Kukushin (numero 6 del seed) e Stefano Travaglia, superato 7-5, 6-2 dal francese Adrian Mannarino. Tra i favoriti della vigilia, il croato Borna Coric (numero 4 del tabellone) rappresenta una delle novità più significative del circuito maschile (è coetaneo di Medvedev e Berrettini) ed attualmente ricopre la quindicesima posizione del ranking ATP.

Stefano Tardi

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