Ascoli Piceno

Pubblicato il febbraio 21st, 2018 | Da Redazione Russia News

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ASCOLI PICENO IL MEDIOEVO A DIMENSIONE UMANA

Ascoli – Piazza Rossa di Mosca e Piazza del Popolo di Ascoli Piceno, come dire giovinezza passata e maturità al nastro di partenza, che si intersecano in un indissolubile connubio. Entrambe hanno da raccontare un pezzo di vita, che scorre veloce come un fiume in piena.

Non ritorno da anni, nella mia Ascoli, e posteggio l’auto sotto l’appartamento in cui ho vissuto durante i miei studi universitari per fare un percorso a ritroso nel tempo. Tutto sembra essere rimasto uguale, poco o nulla è cambiato a parte qualche senso unico o rotatoria, eppure il fascino di Piazza del Popolo, di questo ampio “salotto” italiano sembra non perdere mai il suo magnetismo.

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Sono le sei e mezza del mattino, e se pur avvolta dalle tenebre, il travertino del Palazzo dei Capitani gli dona una lucentezza che mi permette di orientarmi nel buio. Alle prime luci dell’alba i raggi del sole fanno cambiare la cromatura dell’intera piazza come in un ampio caleidoscopio all’aperto.

Una giovane coppia islamica, venuta chissà da quale parte del mondo cammina lentamente ed assapora l’aria fredda e pungente che sembra schiaffeggiare con forza i visi delle poche persone in giro. Rifletto sul nuovo cambio generazionale in atto. Questa enorme massa umana che sta attraversando l’Europa è così distante dal nostro modo di intendere la nostra cultura, quando diverrà parte integrante del nostro paese potrà preservare i nostri monumenti? Saranno orgogliosi di vivere il nostro retaggio storico?

Il Caffè Meletti, famoso per il suo stile Art Noveau, oltre che per aver ospitato artisti e personaggi celebri, comincia la sua giornata lavorativa ed io preferisco aspettare per sorseggiare un caffè, nonostante sia indolenzito dal viaggio che non mi ha permesso di riposarmi a dovere. Mi dirigo verso il quartiere di Borgo Solestà, che durante la mia permanenza era la regina della Quintana, inanellando vittorie su vittorie ed io divenuto a pieno titolo ascolano, poiché residente nel Quartiere Porta Maggiore, dovevo subire i simpatici sfottò dei miei rivali.

Prima di arrivare alla metà prestabilita passo per una piazza in cui si specchiano due chiese diverse per grandezza che sembrano rivaleggiare tra loro in una impari battaglia:  San Vincenzo e Anastasio e San Pietro Martire. Nella prima, variopinte formelle si dice siano andate perdute per sempre ed immagino il contrasto che poteva esserci tra le diverse sfumature.

Due giovani escono da un bar, una ragazza, pesantemente truccata cammina solertemente con un al guinzaglio un cane di piccola taglia, mentre il suo boyfriend schiaccia nervosamente i tasti del suo smartphone. Non si parlano, perduti chissà tra quali strambi pensieri mattutini e lei sembra avere più a cuore il suo animale domestico che il suo ragazzo, una coppia moderna che condivide frustrazioni, rabbie e bollette, tutto tranne l’amore.

La torre di Borgo Solestà, unico elemento puntiforme tra antiche case in muratura e pietra, svetta ancora martoriata dalla furia del sisma che si è abbattuto più di un anno fa sulla Regione Marche e che sembra aver “sbollito” quella rabbia che ha disastrato parte del nostro patrimonio artistico.

La città sembra rimasta agli antipodi con le crescite tecnologiche globali, un Medioevo a dimensione umana in cui tutt’ora gli stessi abitanti si riconoscono, preferendo, come lo chiamano qui, lo “struscio” domenicale tra antiche rue, piuttosto che una passeggiata negli anonimi centri commerciali dislocati “fuori le mura” cittadine e che oggigiorno hanno sostituito le nostre vecchie piazze, in cui invece si poteva respirare l’aria del paese con tutti i suoi magici rituali.

Le nuove economie emergenti, si sono messe in lizza frettolosamente per la fermata del treno targato “Villaggio Globale”, e penso che il quattro marzo, non cambierà nulla nel nostro sonnacchioso paese, alle prese con una “mediocrazia” atavica. Eppure solo la vista Di Ascoli simbolo della mia giovinezza mi mette addosso una felice malinconia, il fascino di farla conoscere all’estero, ma anche la tristezza che tutti i miei sforzi saranno vani in Italia, andando ad arricchire altre nazioni che mi daranno quelle opportunità che il paese non mi ha dato.

Marco Iaconetti



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One Response to ASCOLI PICENO IL MEDIOEVO A DIMENSIONE UMANA

  1. Mario Rossi says:

    Stupendo articolo, di una delle città più belle delle Marche

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