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Pubblicato il Aprile 30th, 2022 | Da Redazione Russia News

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Andreotti e Gorbačëv: Lettere e documenti 1985-1991

Tra il 1985 e le due importanti visite di Stato del 1988 e 1989 prende forma la peculiare posizione del governo italiano nei confronti del tentativo riformista in atto in URSS, posizione che lo distingue dagli altri componenti del G7. Ne è protagonista Andreotti, che giudicava l’evoluzione del comunismo gorbačëviano un fenomeno complessivamente positivo per la società sovietica e per la politica internazionale, condividendo in grande misura la visione moderata del «sistema di mercato» e la critica di quelle che Gorbačëv ancora chiamava le «contraddizioni del capitalismo». Soprattutto, come sottolinea Silvio Pons, Andreotti condivideva con il presidente sovietico la visione di un futuro ordine bipolare senza la Guerra fredda: una visione «legata a un mondo in dissoluzione» che faceva proprio consapevolmente «il problema di costruire un’architettura nelle relazioni tra l’Europa e la Russia/URSS», il cui fallimento corrispose alla rimozione della «coscienza stessa del problema». Passata la prova di eventi epocali come il crollo del muro di Berlino, la riunificazione tedesca, la prima Guerra del Golfo, quella sintonia e il disegno strategico di cui era espressione si sarebbero infatti infranti nella fine dell’Unione sovietica del dicembre 1991.

Lo scorso 28 aprile presso l’Istituto Luigi Sturzo all’interno della splendida cornice di Palazzo Baldassini a Roma, si è tenuto un’interessante dibattito, proprio sul libro “Andreotti e Gorbačëv Lettere e documenti 1985-1991” a cura di M. Bucarelli e Silvio Pons.
Il libro ed il dibattito sono frutto del commento di storici documenti provenienti dall’archivio segreto di Giulio Andreotti , oggi in possesso dei figli Stefano e Serena presenti all’evento. Tanti gli ospiti eccellenti presenti , estremamente interessanti gli interventi dei relatori il Prof. Antonio Varsori che ha fatto un excursus storico degli incontri avvenuti tra il 1985 ed 1991 tra l’allora Presidente del Consiglio, Giulio Andreotti ed il leader del Partito Comunista Sovietico PCUS Segretario Generale Michail Gorbačëv soffermandosi in particolar modo sugli anni 89′- 91′ ed affrontando il racconto del legame di profonda stima ed amicizia nonchè reciproco rispetto che c’era tra loro , fin tanto che in alcuni scritti inviati da Gorbaciov , lo stesso rivolgeva all’amico Giulio un appello affinchè lo aiutasse ad affrontare con lungimiranza quei difficili anni. 

Entrambi covavano il timore dei cambiamenti che stavano avvenendo , l’imminente disfacimento dell’URSS ed un Europa non ancora forte abbastanza , soprattutto sul piano geopolitico internazionale . 
Non da meno il racconto vissuto in quegli anni in prima persona dell’Ambasciatore Umberto Vattani, il quale ha raccontato con dovizia di particolari il politico Sovietico come un uomo nuovo nel panorama internazionale , lungimirante e capace di approcciare alla diplomazia internazionale con spirito social-democratico, pragmatico, ma non dogmatico.

Presenti altresì L’avv. Leo Maria Galati a cui abbiamo chiesto un commento : “la persona di Giulio Andreotti , con una mente affilata come un rasoio, ironico al punto giusto , enigmatico , ma soprattutto umano, si è proprio questo aspetto la parte più interessante del dibattito , capire che comunque dietro ogni politico c’è un uomo con i suoi dubbi e le sue paure. Certamente vedendo oggi ciò che sta accadendo e soprattutto ciò che è accaduto in Europa con la guerra del Golfo e nei Balcani, viene da dire che forse quei due uomini , che si domandavano come sarebbe andata a finire con la caduta del muro di Berlino ed il disfacimento dell’URSS , facevano bene a porsi delle domande. Del resto il lungo periodo di Pace durato quasi 50 anni , dopo la fine della seconda guerra mondiale , poteva essere messo in pericolo dai nuovi equilibri internazionali fondati su basi non robuste abbastanza. Un altro aspetto non sottovaluterei , cioè il fatto che seppur legato indissolubilmente al Patto Atlantico, Giulio Andreotti riteneva fondamentale il dialogo con l’est , ritenendo la Russia fondamentale per gli equilibri internazionali nonchè un partner economico solido ed affidabile“.

Presente unitamente all’avv. Leo Maria Galati il Segretario Generale dell’Ass. Amici della Grande Russia, Yulia Bazarova, che ha commentato estremamente interessante l’intervento in video-conferenza dell’interprete di GorbačëvPavel Palazhchenko, il quale ha fornito particolari  degli incontri ufficiali del leader sovietico.

( nella foto di cover, da destra l’Avv. Leo Maria Galati , L’Amb. Umberto Vattani, il Prof. Antonio Varsori, Yulia Bazarova ) 

RED

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