Il Punto

Pubblicato il maggio 6th, 2018 | Da Redazione

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Anche il Premio Nobel si ferma per… molestie.

La notizia di questi giorni riguarda la decisione di non assegnare il Premio Nobel per la letteratura 2018, in seguito alle molestie di cui è stato accusato Jean-Claude Arnault, marito di una giurata, la poetessa Katarina Frostenson, coinvolto tra l’altro anche in un giro di finanziamenti irregolari. Il riconoscimento per questa materia verrà comunque conferito nel 2019.

In realtà non è la prima volta che il Premio viene annullato, è già successo in 7 occasioni, durante periodi storici parecchio delicati; mai però la sospensione è avvenuta a causa di scandali di natura sessuale, che in questo caso vedrebbero coinvolta anche l’erede al trono di Svezia, la Principessa Viktoria, che sarebbe stata vittima delle avances di Arnault.

In attesa degli sviluppi delle indagini, l’Accademia di Svezia ha nel frattempo motivato la sospensione del Premio con una dichiarazione che abbraccia la causa del #MeToo, il movimento femminista di protesta contro le molestie, fondato nel 1996 dall’attivista americana Tarana Burke e che vede oggi una nuova alba, grazie alla partecipazione alle campagne sociali lanciate dal movimento di star e starlette varie, non è chiaro se per vero coinvolgimento (come nel famoso caso Weinsten) o perché alla disperata ricerca di facile notorietà.

La novità più interessante di questi moti del 2018 è l’estensione delle proteste anti violenza in zone dove finora su tali questioni vigeva il silenzio; vediamo quindi un coinvolgimento dell’America Latina, dell’Oriente, ma anche del mondo arabo (Arabia Saudita, India e Pakistan in primis).

Sicuramente sono iniziative che hanno il vantaggio di portare alla luce comportamenti ignobili che, se provati, vanno severamente puniti; ma, guardando il rovescio della medaglia, a volte si cade nell’esagerazione indotta dal femminismo esasperato, che porta a voler punire il maschio in quanto tale (e non per eventuali suoi comportamenti violenti), rischiando in tal modo di creare una sorta di “caccia alle streghe con i pantaloni” (cit. Il Giornale).

Che poi, per onestà giuridico-morale, andrebbero riportati anche i sempre più numerosi casi di violenza sugli uomini, non solo morale, ma anche sessuale… Sono almeno 5 milioni all’anno i maschi che subiscono molestie, non a caso negli Stati Uniti esistono appositi centri antiviolenza dedicati solo a loro.

Il presupposto secondo cui gli uomini sono sempre gli assalitori e le donne le vittime è pertanto errato, fuorviante ed ingiusto, oltre che assolutamente sessista; il problema è che se ne parla molto meno e soprattutto tanti ragazzi non trovano il coraggio di denunciare, perché temono di venire derisi e stigmatizzati; di conseguenza l’abuso subìto può portare a problematiche psico-fisiche anche gravi, che possono degenerare in suicidio.

Secondo gli scienziati della rivista americana Jama (Journal of the American Medical Association) “Non è raro credere che un uomo non possa essere stuprato da una donna. Gli stereotipi di genere possono rendere difficile immaginare una donna dominante costringere o forzare un uomo che non vuole a fare sesso… Ciò nonostante, i dati fisiologici suggeriscono che gli uomini possono essere stuprati“.

Allora se di molestie vogliamo parlare, dobbiamo farlo seriamente ed imparzialmente, evitando di straparlare ignorando la realtà. Ecco perché va sottolineato molto chiaramente che la violenza non ha genere, va stigmatizzata sempre e comunque, soprattutto senza discriminazioni basate sul sesso di chi la subisce.

E per quanto riguarda la mancata consegna del Premio Nobel, sulle cui dinamiche spesso si discute… beh, ce ne faremo una ragione…

Eva Bergamo

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