Tennis

Pubblicato il gennaio 21st, 2019 | Da Redazione Russia News

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Agli Australian Open impresa della Pavlyuchenkova che elimina la statunitense Stephens ed approda ai quarti di finale

Melbourne – Dal campo centrale, dopo quasi quattro ore di battaglia, sono appena usciti il fuoriclasse elvetico Roger Federer ed il greco (di madre russa) Stefanos Tsitsipas, quando, sulla Rod Laver Arena, per l’ultimo match in programma, si presentano la statunitense Sloane Stephens (numero 5 del seeding e favorita nei pronostici) e la russa Anastasia Pavlyuchenkova (numero 44 del mondo). In palio i quarti di finale del torneo australiano, dove ad attendere l’esito dell’incontro c’è già un’altra americana, Danielle Collins, che poche ore prima ha estromesso dalla corsa al titolo una delle favorite della vigilia, la tedesca Angelique Kerber. Due i precedenti, entrambi favorevoli alla statunitense; l’ultimo è di pochi mesi fa. Si giocava in Cina, a Beijing; una battaglia durata tre set, 2 ore e 55 minuti di continui capovolgimenti di fronte. La sensazione della vigilia è che si possa assistere ad un match simile. E così sarà. Parte meglio la Stephens che tiene il suo turno di battuta e nel gioco successivo strappa il servizio alla russa. La Pavlyuchenkova, entrata in campo decisamente contrattta, prova a sciogliersi e, nel turno successivo, cerca di essere più aggressiva già dalla risposta. I risultati non si fanno attendere. Anastasia vince i primi tre punti del game che valgono altrettante palle break ma le spreca e, dopo pochi minuti, il tabellone dice 3 a 0 Stephens. La russa è comunque entrata in partita. Entrambe tengono la battuta nei rispettivi turni finchè, al settimo gioco, un dritto a sventaglio ben eseguito regala alla Pavluychenkova due palle break; se la prima se ne va fuori di pochi di centimetri dopo aver cercato un rovescio vincente in risposta, la seconda va a segno grazie ad un passante ben eseguito. Il turno si servizio successivo vale l’aggancio sul 4 pari. Nei successivi 4 giochi le due contendenti tengono agevolmente il turno di battuta ed arriva quindi, inevitabile, il tie break. Si viaggia sul filo dell’equilibrio che si spezza però sul 3 pari quando Pavlyuchenkova regala il primo punto sul proprio servizio spedendo in corridoio un diritto dopo aver condotto bene lo scambio. Seguiranno altri tre punti consecutivi della Stephens, l’ultimo dei quali è l’ennesimo regalo della russa: un doppio fallo sul primo (decisivo) set point: cala così il sipario sulla prima frazione 7-6 (7 punti a 3 nel tie break) per l’americana. Nastia accusa il colpo e paga subito dazio all’inizio del secondo set con la Stephens che le strappa il servizio in apertura; tiene la battuta nel game successivo e si porta sul 2 a 0. Sembra quasi una sentenza (un set ed un break di vantaggio), ma nel tennis bastano pochi minuti per riaprire una partita. Pavlyuchenkova inizia di nuovo male il turno in battuta a va subito sotto 0-30; sull’orlo del baratro, però, la tennista di Samara si scioglie definitivamente, ritrova lo spirito guerriero che ha sempre contraddisitnto la sua carriera (consentendole di vincere ben 12 titoli nel circuito), ed inizia a giocare il suo tennis senza paura. Ottiene il meglio dalla prima di servizio riuscendosi ad aprire il campo prima di chiudere il punto con decisione (dritto o rovescio che sia). Tiene quindi la battuta e, subito dopo, pareggia il conto dei break: 2 pari. Al servizio la russa inizia ad essere inattacabile (nel secondo set metterà in campo l’82% di prime) e non rischia più nulla. Ottiene il break decisivo all’ottavo gioco e chiude sul proprio turno il secondo parziale: 6-3. Il terzo set si apre pertanto con l’inerzia del match capovolta ed ora nettamente favorevole alla russa, che ha preso ormai saldamente il comando delle operazioni. La Stephens, abbandonata da una prima di servizio mai incisiva (alla fine del match lo score parla di otto risposte vincenti a zero per la russa), incapace di trovare soluzioni per contrastare l’iniziativa della Pavlyuchenkova (alla fine saranno 46 i vincenti della russa contro i 28 dell’americana), si affida alle resistenza sperando negli errori dell’avversaria che, spesso, la grazia. Ma è sempre la russa a dettare di tempi, tenendo bene da fondo, diventando devastante appena mette i piedi dentro al campo e non disdegnando qualche discesa a rete; Il primo game (durato più di 16 minuti – un’eternità) dell’ultimo parziale è emblematico della piega che ha preso il match. Una Stephens dominata dalla Pavluychenkova si ritrova a fronteggiare ben otto palle break. Se tiene la batutta è solo per la mancanza di precisione della russa, che spreca sul più bello non concretizzando comode opportunità per chiudere il punto. Occasioni mancate che potrebbero pesare sul morale di Nastia che però non demorde. Il settimo gioco sembra quello decisivo. La russa si procura tre palle break consecutive; l’americana sempre più in  crisi di gioco e di idee guarda insistentemente il proprio angolo allargando le braccia; ma, almeno oggi, non sembrano esserci soluzioni; Stephens, incapace ora anche di tenere lo scambio, prova ad uscirne   cercando un vincente lungo linea che però viene giudicato out. Si pensa che la statunitense chieda la verifica dell’occhio di falco ma oramai ha alzato bandiera bianca. 5 a 3 Pavluychenkova che, dopo il cambio di campo, si ritrova a servire per chiudere il match. Sembra una formalità, ma se la prospettiva di una sconfitta aveva sciolto la russa, la possibilità di ottenere il successo la paralizza di nuovo. Un eccesso di emotività che le costa il break. La tennista americana però, che non ne ha più da un po’, non approfitta del regalo e così Nastia chiude sul servizio dell’avversaria, al secondo match point, vincendo (con pieno merito) l’incontro con una discesa a rete: finisce 6-7 (3), 6-3, 6-3, dopo 2 ore e 34 minuti di battaglia.

Stefano Tardi

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